Project Helix, il prezzo (e la sfida) della next-gen Xbox: fino a 1500 dollari secondo gli analisti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il lungo regno delle console chiuse, quelle progettate come scatole nere ottimizzate per giocare e basta, sembra avviarsi verso un tramonto inesorabile. Mentre la polvere si posa sulla gestione di Phil Spencer e la nuova leadership di Asha Sharma inizia a delineare i contorni del futuro, ci rendiamo conto di una verità che ormai appare più chiara che mai: la console war, per come l'abbiamo conosciuta, studiata e vissuta, è morta. Al suo posto, all'orizzonte, si profila uno scontro completamente diverso, una guerra fredda tecnologica tra due visioni opposte di cosa debba essere una macchina da gioco domestica. Da una parte c'è Microsoft con il suo progetto ambizioso, forse persino rischioso, noto con il nome in codice di Project Helix. Dall'altra, Valve, pronta a tornare in campo con le nuove Steam Machine, forte dell'esperienza maturata con Steam Deck e di un ecosistema, quello di Steam, che rappresenta ormai la più grande libreria di gioco su PC.

Un prezzo da alta fedeltà per la macchina di Microsoft

La nuova console di Microsoft, che promette di abbattere il muro tra scrivania e salotto supportando nativamente sia i giochi Xbox che quelli per Windows, si annuncia come un oggetto dal costo proibitivo per le tasche dei più. Secondo le prime stime condivise da analisti e insider del settore, il prezzo di Project Helix potrebbe aggirarsi intorno ai 900 dollari per il modello base, per arrivare a cifre ben più consistenti, fino a toccare i 1200 o addirittura i 1500 dollari per le versioni più performanti. A lanciare l'allarme, o quantomeno a preparare il terreno a quella che si preannuncia come una spesa notevole, è stato Serkan Toto, CEO della società di analisi Kantan Games, il quale ha sottolineato come, dati i costi delle componenti e l'attuale fascia di prezzo delle console top di gamma, non ci siano motivi per attendersi un prezzo inferiore.

La rincorsa tecnologica e la crisi delle memorie

Questa lievitazione dei costi, che porterebbe la futura Xbox a costare quanto un PC da gaming di media fascia, è dovuta alla potenza bruta che Microsoft intende mettere sul piatto. Si parla di un salto generazionale notevole, con un processore grafico basato sull'architettura RDNA 5 di AMD, che dovrebbe garantire prestazioni in ray tracing fino a venti volte superiori rispetto all'attuale generazione. Una potenza del genere, però, si scontra con un mercato dei componenti in subbuglio: la corsa all'intelligenza artificiale ha infatti monopolizzato la produzione di memorie RAM e SSD, causando una scarsità di questi elementi fondamentali e facendone lievitare i prezzi. Sebbene alcuni analisti sperino in una stabilizzazione del mercato entro l'inizio della produzione in serie, l'ipotesi più concreta è che i costi di produzione rimarranno elevati, e che Microsoft, a differenza di Valve per la sua Steam Machine, non sembra intenzionata a vendere la console in perdita per conquistare quote di mercato.

Steam Machine, l'ospite (quasi) atteso in salotto

Proprio Valve, con la sua nuova Steam Machine, rappresenta l'incognita più affascinante di questa nuova partita. A differenza del 2015, quando il primo tentativo fallì per la frammentazione dell'hardware e la limitata libreria di giochi, questa volta l'azienda di Gabe Newell si presenta con una macchina dalle specifiche fisse, progettata per portare l'esperienza PC in salotto con la semplicità di una console. Il ritardo nel lancio, inizialmente previsto per i primi mesi del 2026 e ora slittato a data da destinarsi, è stato ufficialmente motivato proprio dalla medesima crisi delle memorie che affligge Microsoft. Il prezzo della Steam Machine, che punta a offrire prestazioni paragonabili a quelle di una console di fascia alta, è ancora avvolto nel mistero, ma l'approccio di Valve, basato su SteamOS e sul layer di compatibilità Proton, mira a offrire un'esperienza fluida e integrata, molto simile a quella di una console tradizionale, ma con l'accesso all'immenso catalogo di Steam.

La nuova frontiera: ecosistemi aperti contro esclusive

In questo scenario in rapida evoluzione, le strategie dei due colossi appaiono diametralmente opposte. Microsoft, con Project Helix, scommette tutto sulla fusione dei mondi, cercando di convincere il giocatore che non ha più senso scegliere tra PC e console, perché la macchina sotto la televisione sarà in grado di fare entrambe le cose, attingendo ai medesimi store e alla medesima libreria. Dall'altra parte, Sony sembra voler ripercorrere la strada opposta, con voci insistenti che parlano di un dietrofront sulla strategia di portare le proprie esclusive su PC, tenendo così il proprio parco giochi ben chiuso per invogliare all'acquisto della futura PlayStation 6. La sfida, insomma, non si giocherà più solo sui teraflop, ma sulla capacità di offrire un ecosistema convincente: Valve punta sulla libertà e sull'enorme parco titoli di Steam, Microsoft sulla potenza e sull'integrazione totale con Windows, mentre Sony, per ora, sembra voler difendere il fortino delle esclusive.

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