Modella aggredita sul treno a Monza, la denuncia social: «Salva grazie allo spray al peperoncino»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Sono stati minuti per me infiniti di aggressione fisica, mentre provavo a scappare e l’unica cosa che mi ha salvato la vita è stato il mio spray al peperoncino, perché le persone guardavano senza provare ad aiutarmi”. Con queste parole, di una crudezza che non ammette fraintendimenti, Stephanie A., una modella brasiliana, ha scelto di raccontare sui social network l’aggressione subita nella serata di lunedì, a bordo di un treno regionale che transitava tra le stazioni di Carnate Usmate e Arcore, in provincia di Monza. Il suo resoconto, che ha immediatamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze dell’ordine, descrive una violenza insensata, scatenata da uno sconosciuto che, dopo averla fissata in modo insistente, ha cominciato a colpirla senza un motivo apparente, trasformando un normale viaggio in un incubo.

La dinamica dell'aggressione e il video choc

La giovane, come emerge dalla sua testimonianza e dal video che ha deciso di pubblicare – un gesto di denarca forte e al contempo di estrema vulnerabilità – si è trovata completamente sola a fronteggiare la furia dell’uomo. Nel filmato, che mostra l’aggressore mentre tenta nuovamente di colpirla nonostante la sua disperata difesa, si materializza tutta la paura di quei momenti; una paura che, come lei stessa ha tenuto a precisare, è stata placata soltanto dall’uso dello spray al peperoncino, uno strumento di difesa personale che in quell’istante le ha permesso di bloccare l’assalitore e di creare un distacco fisico, seppur temporaneo. La reazione dei pochi passeggeri presenti, che pur assistendo alla scena non sono intervenuti, aggiunge un ulteriore, profondo strato di angoscia a un episodio già di per sé gravissimo, dipingendo un quadro di indifferenza che ha costretto la vittima a contare esclusivamente sulle proprie forze.

L'identificazione e il passato dell'aggressore

Le indagini, avviate con solerzia dalla Questura di Monza, hanno portato già nella mattinata di martedì all’identificazione e alla fermata dell’uomo, un 26enne straniero sul quale gravavano precedenti di non poco conto. L’individuo, come accertato dalle autorità, era stato infatti allontanato da Palermo con un foglio di via obbligatorio emesso dal Questore, una misura di prevenzione che segue denunce per reati quali minacce, violenza privata e persino il porto abusivo di armi. Un passato giudiziario che, sebbene non direttamente collegabile all’episodio di Monza, delinea un profilo di una certa pericolosità e getta una luce sinistra sulla natura apparentemente immotivata dell’aggressione alla modella.

Le conseguenze giudiziarie immediate

A seguito dell’aggressione, e dopo le necessarie verifiche, i Carabinieri hanno proceduto a denunciare il 26enne per il reato di lesioni personali aggravate. La qualifica dell’aggravante, che spesso viene applicata in casi di violenza particolarmente efferata o quando il fatto avviene in contesti di vulnerabilità per la vittima, come potrebbe essere un luogo chiuso e affollato, sottolinea la gravità della condotta tenuta dall’uomo. L’episodio, per quanto rapidamente risolto sul piano dell’identificazione del responsabile, si inserisce in un più ampio dibattito sulla sicurezza nei mezzi di trasporto pubblici e sulla capacità di risposta delle forze dell’ordine a crimini di questo tenore, che troppo spesso vedono le persone sole e indifese.

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