Morto il dj Kavinsky a 50 anni, il creatore di "Nightcall" che ha reso immortale il film "Drive"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Vincent Belorgey, per tutti semplicemente Kavinsky, non c'è più. Il celebre dj e produttore francese, figura di spicco del movimento French Touch e della scena synthwave, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Parigi, situata nel diciottesimo arrondissement. La notizia, diffusa nella serata di martedì 28 luglio, ha sconvolto il mondo della musica e del cinema, a cui il cinquantenne artista era legato da un filo indissolubile grazie alla sua creatura più celebre, "Nightcall".

Un brano che non solo ha definito l'estetica sonora di un'epoca, ma che è diventato l'alter ego musicale di una delle pellicole più iconiche del nuovo millennio, "Drive", interpretato da Ryan Gosling.

Il malore e l'allarme dei vicini, le autorità aprono un'indagine

Secondo le prime ricostruzioni, riprese dal quotidiano Le Figaro e confermate da una fonte della polizia, il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 22:30 di martedì sera. A lanciare l'allarme sarebbe stato un vicino, preoccupato dal non vedere l'artista da alcuni giorni, il quale ha immediatamente allertato i servizi di emergenza. Una volta giunti sul posto, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del musicista, il cui corpo non presentava segni di violenza o elementi che potessero far pensare a un atto doloso.

La Procura di Parigi ha comunque aperto un'indagine per accertare le cause del decesso, sebbene l'ipotesi principale, al vaglio degli inquirenti e suffragata dalle dichiarazioni dei conoscenti, sia quella di un malore improvviso. Stando a quanto riferito, Belorgey lamentava forti mal di testa da diversi giorni, un sintomo che farebbe propendere per la pista dell'ictus, un'evenienza drammatica che avrebbe stroncato una carriera ancora piena di potenziale.

"Nightcall", una canzone che ha definito un genere cinematografico

La parabola artistica di Kavinsky è assolutamente atipica: basti pensare che in vent'anni di carriera ha pubblicato solo due album in studio, "OutRun" nel 2013 e "Reborn" nel 2022, ma la sua impronta sul panorama culturale globale è stata enorme e indelebile. Il suo nome è indissolubilmente legato a "Nightcall", il brano che nel 2010, coprodotto con Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk, divenne la colonna sonora dei titoli di testa del film "Drive" di Nicolas Winding Refn.

L'incontro tra la musica synthwave, dal tasso nostalgico e cinematografico, e le immagini notturne di Ryan Gosling al volante di una muscle car ha creato un cortocircuito perfetto, rendendo "Nightcall" molto più di una semplice canzone: un'estensione stessa della pellicola, un suo personaggio invisibile. Come notato da diversi critici, mentre i Daft Punk costruivano il loro mito sul nascondere il volto per esaltare la musica, Kavinsky ha fatto l'opposto, permettendo che il suo suono si fondesse e quasi scomparisse nell'immagine di Gosling, diventando per associazione un'icona pop.

Non è un caso che la sua musica abbia trovato la consacrazione non nei club, ma proprio in quelle sequenze di guida notturna, dove i synth pulsanti e la voce filtrata raccontano una solitudine pubblica, quella dentro un abitacolo, resa già celebre da maestri come Kraftwerk e Tangerine Dream.

Da Daft Punk alle Olimpiadi di Parigi, l'eredità di un'icona

La carriera di Kavinsky era iniziata nei primi anni Duemila, quando, dopo essere stato introdotto al mondo dei sintetizzatori dal suo amico d'infanzia Quentin Dupieux (in arte Mr. Oizo), divenne il nome di punta dell'etichetta Record Makers. La sua ascesa lo portò ad aprire i concerti del tour "Alive 2007" dei Daft Punk, un passaggio che lo consacrò come erede di quella stessa French Touch, sebbene con un immaginario più cupo e cinematografico, ispirato alle pellicole di John Carpenter e ai film horror di serie B.

Il suo successo planetario, tuttavia, non si è fermato al 2011: la sua "Nightcall" ha vissuto una seconda giovinezza nel 2024, quando è stata eseguita durante la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Parigi, accompagnato dalla band Phoenix e dalla cantante Angèle. Quell'esibizione fece sì che il brano diventasse il più cercato e riconosciuto su Shazam in un solo giorno nella storia dell'applicazione, dimostrando come la sua musica, bella e nostalgica, fosse capace di trascendere generazioni e confini.

La sua scomparsa ha suscitato un'ondata di cordoglio a tutti i livelli istituzionali: il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, lo ha definito "un motivo di orgoglio francese per sempre", mentre la Ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha sottolineato come la Francia abbia perso "una delle sue voci più singolari".

L'addio a Vincent Belorgey lascia un vuoto incolmabile, ma il suo suono, fatto di sintetizzatori e di una Ferrari Testarossa sognata, continuerà a risuonare nelle notti di chiunque salga in macchina e cerchi una colonna sonora per il proprio viaggio.

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