Fermata straordinaria del Frecciarossa per il ministro Lollobrigida: polemiche e potere
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Redazione Interno
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Le polemiche non si placano dopo la richiesta di una fermata straordinaria del Frecciarossa da parte del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il treno, partito da Torino e diretto a Salerno, aveva accumulato un ritardo di quasi due ore a causa di un guasto sulla linea Alta velocità. Lollobrigida era in viaggio verso la stazione di Napoli Afragola, da dove si sarebbe poi dovuto recare a Caivano per l’inaugurazione di un nuovo parco urbano.
La fermata ad hoc a Ciampino di martedì scorso per far scendere Lollobrigida dal treno Frecciarossa non è solo una vicenda di privilegio di cui usufruisce uno dei più importanti ministri del governo Meloni. È anche una questione di potere e di una lunga battaglia per contendersi il vertice.
Un ministro della Repubblica fa fermare il treno ad alta velocità che è in ritardo di circa due ore per scendere a Ciampino, tappa non prevista del convoglio. Lollobrigida, cognato della premier Giorgia Meloni, doveva raggiungere Caivano, in Campania, per l’inaugurazione di un parco urbano. È una storia di ordinaria esibizione del potere, che impone alcune riflessioni.




