Pozzolo condannato a un anno e tre mesi per il porto abusivo dell'arma
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Redazione Interno
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Il tribunale di Biella ha emesso una sentenza di condanna a un anno e tre mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, nei confronti del deputato Emanuele Pozzolo per il reato di porto abusivo di un'arma da fuoco, detenuta legalmente come pezzo da collezione. La decisione giudiziaria, che assolve invece l'esponente politico dall'accusa di possesso di munizioni da guerra "perché il fatto non sussiste", chiude in primo grado la vicenda legata allo sparo occorso durante una festa di Capodanno a Rosazza, un episodio che aveva già avuto ripercussioni sulla sua collocazione politica, culminate con l'espulsione da Fratelli d'Italia e il suo attuale inserimento nel gruppo misto.
La dinamica e la reazione del condannato
Secondo quanto ricostruito, Pozzolo aveva con sé una mini pistola North American Arms, la quale, sebbene regolarmente catalogata tra gli oggetti da collezione, non poteva essere portata in quel contesto. In merito all'incidente, che ha causato il ferimento di una persona, il deputato ha successivamente dichiarato di non aver mai esibito l'arma, affermando che essa "è caduta, è stata raccolta e non era in capo a me quando è partito il colpo". Dichiarazioni che, se da un lato cercano di delimitare le sue responsabilità dirette nello sparo, dall'altro non hanno inficiato l'accertamento di una violazione in materia di porto.
Le dichiarazioni a caldo e la difesa
Subito dopo la lettura del dispositivo, Pozzolo ha espresso forte critica verso l'operato della magistratura, definendo l'intera procedura come una "bomba accusatoria" che si sarebbe "disintegrata" ma lamentando, al contempo, una "mancanza di coraggio da parte del giudice" nell'analizzare gli aspetti giuridici del porto d'armi. Pur esprimendo rammarico per l'esito, non ha mostrato ripensamenti sull'aver portato con sé l'arma alla festa, sostenendo anzi che, qualora si ripresentasse l'occasione, "riporterei quell'arma alla festa di Capodanno", in quanto ritiene che "se uno è titolare di un'arma di difesa personale è perché ne ha diritto".
Il contesto politico e giudiziario
La condanna, seppur con la condizionale, segna un capitolo significativo non solo sul piano giudiziario ma anche su quello politico, rappresentando l'epilogo di una vicenda che aveva già condotto all'allontanamento del deputato dal suo partito di origine. La sentenza, concentrandosi esclusivamente sul profilo del porto abusivo e assolvendo dalle accuse più gravi relative alle munizioni, delinea un perimetro preciso delle responsabilità accertate, senza tuttavia cancellare le conseguenze che l'episodio ha generato nel percorso personale e istituzionale dell'imputato.




