Omicidio a Sanremo, fermato il figlio di Lorella Capano: l’interrogatorio e i segni sul corpo

Omicidio a Sanremo, fermato il figlio di Lorella Capano: l’interrogatorio e i segni sul corpo
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una svolta che arriva dopo ore di interrogatorio serrato e accertamenti condotti senza sosta dai carabinieri. Nel pomeriggio di oggi, martedì 7 luglio, è stato sottoposto a fermo come indiziato di delitto il figlio di Lorella Capano, la 58enne originaria di Milano trovata senza vita nella sua casa vacanze di via Hope a Sanremo.

Il provvedimento, eseguito al termine di un lungo confronto con gli inquirenti nella caserma di Villa Giulia, ha visto il pubblico ministero titolare delle indagini, Enrico Cinnella Della Porta, formalizzare l’accusa nei confronti del giovane, che ora si trova ristretto nel carcere di Valle Armea.

La scoperta del corpo e la chiamata ai soccorsi

Tutto ha avuto inizio nella tarda serata di lunedì, quando il figlio ventenne della vittima ha composto il numero di emergenza 112 per segnalare di non riuscire a rientrare nell’abitazione. La porta dell’appartamento, situato al secondo piano della palazzina, era chiusa dall’interno. Per questo motivo, i vigili del fuoco sono stati costretti a entrare passando dal balcone, riuscendo poi ad aprire l’accesso dall’interno.

È stato in quel momento che hanno fatto l’agghiacciante scoperta: il corpo senza vita di Lorella Capano, che presentava evidenti segni di violenza al collo e ai polsi, come riportato da diverse fonti. Secondo i primi accertamenti medico-legali, il decesso sarebbe avvenuto almeno tre ore prima del ritrovamento, avvenuto intorno alle ore 22.

Le indagini e le contraddizioni del figlio

Sin dall’inizio, le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sulla figura del figlio, la cui versione dei fatti ha mostrato diverse crepe. Il ragazzo aveva dichiarato di essere uscito di casa intorno alle 19:15 per andare a mangiare una pizza, un alibi che non ha convinto gli inquirenti, anche alla luce della stretta finestra temporale in cui si colloca il delitto. Le contraddizioni emerse durante il lungo interrogatorio hanno rappresentato un elemento chiave per la decisione del fermo.

Nel corso del pomeriggio, i carabinieri sono tornati sul luogo del delitto per un nuovo sopralluogo, passando al setaccio i bidoni della raccolta differenziata del condominio e sequestrando due sacchi di rifiuti ritenuti utili per le indagini, oltre ad aver ascoltato alcuni vicini di casa.

Il quadro giudiziario e il carcere di Valle Armea

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Imperia, procede per omicidio volontario aggravato. Il fermo del figlio rappresenta il più significativo sviluppo investigativo dopo il ritrovamento del cadavere; il giovane, di cui non sono state rese note le generalità complete, è ora detenuto nel carcere di Valle Armea. Sulla vicenda, al momento, permane il massimo riserbo da parte degli inquirenti, che stanno ancora cercando di ricostruire la dinamica precisa dei fatti e il movente alla base dell’omicidio.

L’attività investigativa prosegue su più fronti, con ulteriori accertamenti tecnici e il vaglio degli elementi raccolti durante l’interrogatorio, mentre la salma della vittima è a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali ulteriori esami.

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