Codice Identificativo Nazionale, caos e preoccupazioni tra gli host di affitti brevi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è diventato obbligatorio per tutte le strutture ricettive in Italia a partire dal 31 luglio 2023. Questa misura, introdotta dal Governo con il decreto Anticipi convertito nella legge 191/23, mira a regolamentare il settore degli affitti brevi, includendo case vacanze, affittacamere e altre strutture extra-alberghiere. Tuttavia, l'implementazione del CIN ha generato non poche difficoltà e preoccupazioni tra gli operatori del settore.

A Firenze, solo un quinto delle strutture ha già ottenuto il CIN, mentre molti host si trovano in difficoltà a causa della mancanza di rilevatori di gas, uno degli strumenti di sicurezza richiesti dalla nuova normativa. Gianni Facchini, presidente dell'associazione Myguestfriend, descrive la situazione come un "disastro". Anche Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers, denuncia una "confusione incredibile" tra gli operatori.

Dal 2 novembre, tutte le strutture destinate agli affitti brevi dovranno seguire le stesse norme di sicurezza previste per gli hotel, inclusi l'obbligo di estintore, allarme e rilevatore di gas. Questo ha sollevato ulteriori preoccupazioni tra gli host, che temono di non riuscire a rispettare le nuove regole in tempo e di incorrere in sanzioni.

La situazione è particolarmente critica in Molise, dove centinaia di operatori rischiano la sospensione della loro attività su piattaforme come Airbnb e Booking a causa di problemi burocratici e della mancata risposta da parte delle autorità locali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.