Colloqui Usa-Iran a Islamabad, Vance guida la delegazione americana

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il via libera alla tregua di due settimane, ottenuto mercoledì scorso grazie anche alla mediazione pakistana, ha spianato la strada a quello che molti analisti considerano il primo vero faccia a faccia tra Washington e Teheran dal lontano 1979. A ospitare l’incontro, previsto per oggi nella capitale pakistana, è proprio Islamabad, che si è ritagliata un ruolo da protagonista nel tentativo di scongelare un conflitto, quello mediorientale, le cui ripercussioni si sono fatte sentire ben oltre i confini regionali. La delegazione statunitense, giunta a bordo di Air Force Two, è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, affiancato dall’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Trump nonché suo stretto consigliere. Dall’altra parte del tavolo, una folta rappresentanza iraniana di 71 persone, capitanata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, entrambi arrivati in città già da ieri.

Una partita ad altissima tensione tra precondizioni e sfiducia reciproca

Se l’arrivo delle delegazioni è stato caratterizzato da una certa solennità – basti pensare che Vance è stato accolto al Nur Khan Air Base dal vice primo ministro e capo della diplomazia pakistana Ishaq Dar e dal capo di stato maggiore dell’esercito Syed Asim Munir – l’atmosfera che aleggia intorno ai negoziati è quantomeno tesa. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che Teheran ha già messo in chiaro quali sono le sue condizioni per sedersi al tavolo: un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco dei propri asset congelati all’estero. Una richiesta, quest’ultima, che stride con la linea dura tenuta finora dall’amministrazione Trump, la quale ha sempre respinto ogni ipotesi di allentamento delle sanzioni prima di un accordo definitivo.

D’altro canto, la diffidenza è un sentimento che accomuna entrambe le sponde del conflitto. Lo stesso Ghalibaf, parlando ai giornalisti al suo arrivo, non ha nascosto lo scet

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