Sean Baker girerà in Italia il suo nuovo film: un omaggio alla commedia sexy all'italiana

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non è affatto semplice, per un regista che ha appena dominato la notte degli Oscar con quattro statuette vinte, sottrarsi alle lusinghe dei grandi studios hollywoodiani. Eppure Sean Baker, forte del successo planetario di Anora, ha scelto una strada diametralmente opposta a quella dei blockbuster patinati. Da qualche giorno si trova a Berlino, dove ha partecipato alla consegna dell'Orso d'oro alla carriera a Michelle Yeoh, per la quale ha peraltro girato un cortometraggio dal Titolo Sandiwara interamente con un iPhone; ed è stato proprio durante un'intervista rilasciata a Variety nella cornice del festival tedesco che ha svelato i suoi prossimi progetti, destinati a varcare l'oceano per approdare nel nostro paese. Il nuovo lungometraggio, ancora senza un titolo definitivo, sarà interamente ambientato in Italia e si configurerà come un tributo sentito a un genere che ha segnato un'epoca, quello della commedia sexy all'italiana degli anni Sessanta e Settanta. Lo ha definito, testualmente, una "lettera d'amore" a quel filone cinematografico che seppe mescolare, con una leggerezza solo apparente, l'erotismo popolare a una satira di costume feroce e innovativa -1-3-4.

La conferma di un casting che guarda all'Italia

Le voci che circolavano negli ambienti specializzati trovano dunque una conferma ufficiale: tra gli interpreti del nuovo progetto di Baker ci sarà Vera Gemma, attrice nostrana, figlia del leggendario Giuliano Gemma e reduce da esperienze significative come Vera di Tizza Covi e Rainer Frimmel. Non è stato ancora chiarito se il ruolo affidatole sarà quello di protagonista assoluta oppure se farà parte di un ensemble più corale, ma la scelta appare in linea con la poetica del regista americano, da sempre abilissimo nel miscelare volti noti del passato con autentici debuttanti, proprio come fece con Simon Rex in Red Rocket -1-4. La pellicola, che si preannuncia come un’opera indipendente realizzata lontano dai riflettori delle major e molto probabilmente distribuita da Neon, la stessa società che aveva creduto in Anora, si concentrerà ancora una volta sul mondo delle sex worker, tema cardine della filmografia di Baker; lo si evince dalle dichiarazioni raccolte, nelle quali l'autore ribadisce la volontà di esplorare quella realtà con lo sguardo crudo e al contempo partecipe che lo ha reso celebre -6-9.

L'omaggio a un genere che ha fatto scuola

C'è un aspetto, in questa notizia, che merita una riflessione più approfondita: la scelta di omaggiare la commedia sexy all'italiana non rappresenta un semplice espediente narrativo o una trovata pubblicitaria, bensì il frutto di una passione autentica e coltivata negli anni da Baker per il nostro cinema più libero e irriverente. Quella stagione, compresa tra il boom economico e gli anni di piombo, produsse pellicole che spesso la critica ufficiale liquidò come semplice prodotto di consumo, ma che in realtà seppero fotografare, talvolta con graffiante ironia e talaltra con malinconia, le contraddizioni di un paese in piena trasformazione sociale e culturale -3-7. L'operazione del regista premio Oscar, che ha già annunciato l'intenzione di girare nel corso del 2026, si preannuncia dunque come un ponte ideale tra due modi di fare cinema, quello indipendente americano e quello popolare italiano, entrambi capaci di raccontare storie di emarginazione e desiderio con un realismo che non scade mai nel pietismo.

La Berlinale come trampolino di lancio

La kermesse berlinese, che proprio in questi giorni ospita personalità di primissimo piano come Michelle Yeoh e Wim Wenders, si sta rivelando un palcoscenico ideale per lanciare messaggi importanti; non è un caso che Baker abbia scelto questo contesto per parlare del suo futuro cinematografico, circondato da colleghi e giornalisti provenienti da ogni parte del globo -2-5. Il corto Sandiwara, nel frattempo, rappresenta una sorta di antipasto delle sue ossessioni visive e narrative: la capacità di raccontare storie complesse con mezzi tecnici minimi, l'attenzione per i corpi e per i luoghi, la predilezione per attrici carismatiche in grado di trasformarsi radicalmente davanti alla macchina da presa -8-10. Ora non resta che attendere l'evolversi del progetto, sperando che le riprese italiane possano restituirci un frammento di quella magia che solo chi guarda al passato con occhi nuovi, come Baker, sa regalare.

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