L’Ai predittiva entra nelle questure: via libera ai decreti, tra prevenzione e timori per la privacy

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un utilizzo che si muove su un doppio binario, quello della repressione post-reato e quello, assai più delicato sul piano delle garanzie, della prevenzione delle minacce. huffingtonpost +3

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai decreti legislativi che adattano l’ordinamento italiano al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sciolto la riserva annunciando che le forze di polizia potranno avvalersi di questi sistemi – dalle banche dati biometriche al riconoscimento facciale – purché non si trasformi mai in un "Grande Fratello" generalizzato. finestresullarte +3

L’annuncio, arrivato al termine della riunione di ieri a Palazzo Chigi, segna una svolta normativa che l’esecutivo rivendica come pionieristica: l’Italia, grazie alla legge 132 dello scorso anno e a questi due provvedimenti attuativi, è infatti il primo Paese europeo a dotarsi di una disciplina organica in materia di intelligenza artificiale, come ha sottolineato il sottosegretario Alfredo Mantovano. finestresullarte +3

Identificazione in tempo reale e sorveglianza umana

La normativa distingue due scenari operativi che, se da un lato offrono strumenti avanzati alle forze dell’ordine, dall’altro tentano di circoscrivere il rischio di abusi con paletti stringenti.

Nel primo caso, quello dell’identificazione biometrica remota in tempo reale – la più invasiva perché effettuata mentre le persone si trovano in luoghi pubblici – l’accesso è consentito solo per prevenire minacce gravi e specifiche (si pensi al terrorismo) o per cercare scomparsi, vittime di tratta o sequestro. agendadigitale +3

Qui la procedura prevede una richiesta dettagliata del questore e l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, con una durata limitata a quindici giorni. ilmanifesto +3

Nel secondo scenario, il riconoscimento facciale a posteriori, la tecnologia può essere utilizzata dopo la commissione di un reato (anche solo tentato) per identificare indiziati, basandosi su elementi oggettivi e verificabili; in questo caso i dati biometrici rilevati possono essere conservati localmente solo per una settimana, trascorsa la quale devono essere cancellati automaticamente, mentre i log delle operazioni restano per cinque anni a fini di controllo. orizzontescuola +3

Un punto fermo, ribadito più volte da Piantedosi nella conferenza stampa, è il divieto assoluto di decisioni automatizzate. L’intelligenza artificiale, nelle intenzioni del legislatore, deve restare "uno strumento di supporto" e non un poliziotto digitale: ogni intervento deve essere sottoposto a revisione e sorveglianza umana qualificata, e nessuna misura può basarsi esclusivamente sul risultato di un algoritmo. ilsole24ore +3

Non è prevista, ha garantito il ministro, alcuna forma di sorveglianza di massa né la creazione di grandi banche dati biometriche ottenute tramite raccolta massiva e non mirata di informazioni, nemmeno dal web. agenziagiornalisticaopinione +3

La posizione dei privacy defender e il nuovo reato penale

Tuttavia, non tutti i nodi vengono al pettine con queste rassicurazioni. Bianca Stella Bruschi, consulente legale di Privacy Network – l’organizzazione no-profit impegnata nella tutela dei diritti digitali – guarda con preoccupazione alla scrittura dei decreti, ritenendo che alcune formulazioni lascino spazio a interpretazioni troppo elastiche proprio laddove servirebbe massima rigidità. finestresullarte +3

Il nodo principale, spiega, resta quello del doppio binario applicativo e della gestione dei dati sensibili, con il rischio concreto che l’appalto dei sistemi a società private possa creare zone grigie nella catena di custodia delle informazioni. repubblica +3

A controbilanciare queste perplessità interviene però il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha annunciato l’introduzione di una nuova fattispecie di reato nel codice penale (articolo 437-bis) per punire chi progetta, altera o omette le misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale, qualora da queste condotte derivi un pericolo concreto per la vita delle persone, l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato. corrierecomunicazioni +3

Una misura, ha precisato il Guardasigilli, che non obbedisce a una logica "panpenalistica", ma che mira a colmare quei vuoti di tutela che inevitabilmente le nuove tecnologie si lasciano alle spalle. quotidianosanita +3

Nel pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri rientrano anche norme che toccano la scuola e il mondo del lavoro: viene introdotta l’educazione all’intelligenza artificiale nei percorsi scolastici per familiarizzare i giovani con il linguaggio degli algoritmi, mentre sul fronte occupazionale la ministra Marina Calderone ha specificato che nessuna decisione in materia di assunzioni, licenziamenti o modifiche contrattuali potrà essere demandata esclusivamente a un sistema automatizzato, pena la nullità del provvedimento. corriere +3

I decreti, che ora dovranno passare al vaglio delle commissioni parlamentari e delle autorità competenti, tracciano dunque un perimetro entro cui l’innovazione tecnologica è chiamata a convivere con le prerogative umane: l’uomo – recita il principio guida dell’esecutivo – deve restare sempre all’inizio e alla fine del processo decisionale. ilsole24ore +3

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