Fiorentina-Juventus, i tifosi viola in corteo contro il divieto della coreografia
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Redazione Sport
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Alcune centinaia di tifosi della Fiorentina, un nucleo consistente di quelli che affollano abitualmente la curva Fiesole, si sono dati appuntamento oggi a mezzogiorno e mezzo in piazza della Libertà, a Firenze, per esprimere il proprio dissenso verso un provvedimento delle autorità. La Questura, infatti, ha negato l'autorizzazione necessaria per esporre una coreografia, già predisposta con un lavoro meticoloso, nel settore della curva Ferrovia dello stadio Artemio Franchi, in occasione della partita contro la Juventus in programma nel tardo pomeriggio. Una decisione, quella dell'ente di pubblica sicurezza, che ha immediatamente innescato le proteste del tifo organizzato, il quale l'ha interpretata non come una mera misura di ordine pubblico ma come un atto di ritorsione, una ripicca che va a ledere la tradizionale espressività del pubblico di casa.
Dopo i primi cori di protesta, alcuni dei quali chiaramente indirizzati verso la squadra avversaria e verso le forze dell'ordine, il raduno si è trasformato in un vero e proprio corteo dinamico. Centinaia di sostenitori, molti dei quali in sella a motorini, hanno dato vita a una “motorinata” che ha attraversato diverse strade cittadine, con il rumore dei clacson a fare da colonna sonora a una manifestazione di dissenso che si è mossa con destinazione finale lo stadio. Il corteo, nel quale non sono mancati fumogeni accesi i cui colori hanno tinto per qualche istante l'atmosfera, ha rappresentato la modalità scelta per portare la propria voce direttamente sotto l'impianto di gioco, trasformando il percorso urbano in un palcoscenico per una contestazione che ha preceduto l'incontro di calcio.
All'origine della mobilitazione non vi è una semplice questione estetica, bensì un principio che i gruppi organizzati considerano fondamentale per la propria identità. Il divieto imposto dalla Questura, che segue un analogo diniego comunicato in un'altra occasione recente, è stato percepito come un'ingiustificata limitazione della possibilità di sostenere la squadra attraverso quelle che sono, di fatto, delle forme d'arte collettiva. I tifosi, prendendo la parola attraverso un megafono, hanno spiegato di voler “dare un segnale”, sottolineando come la coreografia rappresenti un elemento cardine del loro supporto in tribuna e come la sua ripetuta interdizione venga vissuta come un atto volto a sminuire la loro passione.




