Marzabotto, Mattarella e Steinmeier, un ricordo indelebile
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Redazione Interno
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato a Marzabotto, nell'appennino Bolognese, alla commemorazione per gli 80 anni dall'eccidio nazista, un evento tragico in cui, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, vennero uccisi 770 civili, tra cui 261 bambini. Durante il suo discorso, Mattarella ha sottolineato l'importanza di non dimenticare mai gli orrori del passato, citando il monito di Primo Levi: "È accaduto, può di nuovo accadere se dimentichiamo".
La cerimonia ha visto anche la partecipazione del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, il quale, con parole toccanti e in italiano, ha chiesto perdono a nome del suo Paese per le atrocità commesse. "Oggi sono qui davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo dolore e vergogna. Mi inchino dinnanzi ai morti e a nome del mio Paese vi chiedo perdono", ha dichiarato Steinmeier, rendendo omaggio alle vittime dell'eccidio di Monte Sole.
Mattarella ha inoltre evidenziato come il razzismo, l'antisemitismo, il nazionalismo aggressivo e la volontà di supremazia non siano fenomeni relegati al passato, ma rappresentino minacce ancora presenti. "Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia, siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo. I fantasmi dell’orrore non hanno lasciato la storia", ha affermato il Presidente della Repubblica.
Nel settembre 1944, il fronte di guerra della campagna d’Italia attraversava l’Appennino tosco-emiliano. Gli Alleati avanzavano in direzione di Bologna, ma non riuscirono a liberarla prima della primavera successiva.




