L'Europa post-elettorale: tra astensionismo e nuove sfide politiche
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Redazione Esteri
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Le recenti elezioni per il Parlamento europeo hanno lasciato un segno indelebile nel panorama politico dell'Unione. L'alto tasso di astensionismo, la consolidazione della destra e le elezioni anticipate sono solo alcune delle cause e conseguenze dietro al voto delle ultime europee.
Il fantasma dell'astensionismo
Se l'astensione fosse un partito, sarebbe il partito maggioritario in tutti i 27 stati dell'Unione europea. Questo dato, più che mai preoccupante, lascia spazio alle trattative tra leader e partiti che devono ridisegnare l'Unione europea.
Le domande in sospeso
Dopo le elezioni europee, ci sono tre domande cui il futuro prossimo dovrà dare una risposta. Prima di tutto, quali sono le trattative più importanti in corso ora in Europa per disegnare la direzione politica dei prossimi cinque anni? In secondo luogo, sta cadendo il muro che divideva il centro all'estrema destra?
Il ruolo dell'Italia
Infine, c'è la questione della democrazia e della pace: quale sarà il ruolo dell'Italia nell'Europa che verrà? Il motore franco-tedesco non spinge più l'Europa. La costruzione unitaria dell'Europa, infatti, è nata dalla pace tra Francia e Germania, che anche in seguito hanno avuto un ruolo cruciale.
Il futuro dell'Unione Europea
Oggi la grande vittoria di un partito antieuropeista in Francia e l'impressionante crescita di una formazione che si richiama al nazismo in Germania segnano una cesura: il ruolo propulsore di questi Paesi, già rallentato negli ultimi anni, sembra incepparsi. Il futuro dell'Unione Europea è oggi a rischio?




