I funerali di Aniello Scarpati, poliziotto ucciso da un suv a Torre del Greco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un silenzio carico di cordoglio, interrotto soltanto dalle note solenni dell'inno della Polizia di Stato, ha accolto la bara avvolta nel tricolore di Aniello Scarpati, l'assistente capo coordinatore stroncato nella notte tra venerdì e sabato mentre era in servizio a bordo di una volante. L'incidente, che ha avuto come teatro una strada di Torre del Greco, ha posto fine all'esistenza di un uomo, oltre che di un agente, la cui dedizione al dovere viene oggi ricordata come un esempio limpido e commovente. La cerimonia funebre, che si è svolta nella Chiesa Evangelica ADI di via Frà Gregorio Carafa, a pochi passi dalla stazione centrale di Napoli, ha visto una partecipazione straordinaria, un fiume di colleghi, cittadini e autorità che hanno voluto rendere l'estremo omaggio, unendosi al dolore straziante della famiglia.

La camera ardente e l'addio straziante della famiglia

Già dal pomeriggio precedente, all'interno della caserma “Nino Bixio”, era stata allestita la camera ardente dove molti hanno trovato il coraggio di sostare in un ultimo, muto saluto. Il momento più straziante, però, è stato vissuto dalla moglie Eliana, la quale, davanti alla bara, ha espresso con urla di dolore il suo amore sconfinato, ripetendo "Ti amo, ti amo" tra i singhiozzi che non riusciva a trattenere. Accanto a lei, i tre figli, Sharon, Daniel e Melissa, si stringevano l'un l'altro in un abbraccio consolatorio, le loro lacrime che mescolavano il ricordo del padre alla disperazione per una perdita tanto improvvisa quanto assurda, causata dalla guida di un automobilista sotto l'effetto congiunto di alcol e sostanze stupefacenti.

La presenza delle alte cariche istituzionali

Alla cerimonia, che ha assunto i toni di un lutto non solo cittadino ma nazionale, hanno preso parte le massime autorità dello Stato e del territorio, a testimonianza della gravità dell'accaduto e del rispetto per la divisa. Erano presenti, tra gli altri, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, l'Arcivescovo di Napoli Monsignor Battaglia, il Prefetto Michele di Bari e il Questore Maurizio Agricola. Una cornice di tale rilievo ha sottolineato come la morte in servizio di Scarpati abbia scavato un solco profondo, unendo nell'elaborazione del lutto l'intera compagine statale, che in quell'occasione ha mostrato il suo volto più umano e compassionevole.

Il commosso gesto del capo della Polizia

Tra i molti episodi di intensa partecipazione emotiva, uno in particolare è rimasto impresso negli occhi di quanti assistevano alla funzione. È stato il gesto spontaneo del capo della Polizia Vittorio Pisani, il quale, vedendo il figlio di Scarpati, Manuel, scoppiare in un pianto dirotto, lo ha stretto in un lungo e significativo abbraccio. Quel gesto, semplice e al tempo stesso potentemente simbolico, ha rappresentato più di ogni parola la vicinanza di un intero Corpo di polizia a una famiglia privata del suo pilastro, trasformando un momento di pubblico cordoglio in un'intima espressione di solidarietà e condivisione del dolore.

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