Sampdoria, dal nero all'esplosione: il Pescara travolto nel finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che si prospettava come un altro pomeriggio di tensioni e delusioni per la Sampdoria si è invece trasformato, nel giro di una manciata di minuti, nella prima, agognata vittoria stagionale. Al "Ferraris", un gol di Oliveri allo scadere del primo tempo aveva sembrato consegnare il match al Pescara, suggellando una situazione che i tifosi blucerchiati, i quali avevano fatto sentire la propria voce di protesta prima del fischio d'inizio, temevano di dover nuovamente affrontare. La ripresa, tuttavia, ha avuto un corso completamente diverso, mostrando una squadra capace di reagire con un carattere finora inedito.

La svolta nella ripresa

La svolta è arrivata da una serie di azioni fulminee, che hanno cambiato il volto della partita e, forse, di questa prima fase di campionato per i genovesi. Al cinquantesimo sesto minuto, Francesco Coda ha trovato il pareggio su calcio di rigore, realizzando quella che è la sua centotrentasettesima rete in Serie B, un primato che consolida il suo status di miglior marcatore di sempre della categoria. Pochi minuti dopo, è stato un uno-dio micidiale tra lo stesso Coda e il giovane talento Pafundi a regalare il vantaggio alla Samp, con quest'ultimo che, sfruttando l'assist, ha fatto esplodere di gioia la curva e ha firmato la sua prima rete in maglia blucerchiata.

Il crollo del Pescara e il poker della Samp

Il Pescara, che pure aveva tenuto il campo nel primo tempo, si è improvvisamente dissolto sotto i colpi di una Sampdoria rinvigorita, la quale ha approfittato della momentanea fragilità avversaria per amministrare il risultato e chiudere la pratica. A soli tre minuti di distanza dalla rete del vantaggio, infatti, Depaoli ha trovato il terzo gol, mentre nei minuti di recupero è toccato a Ioannou apporre il sigillo sul definitivo 4-1, un poker che non lascia spazio a interpretazioni sul dominio della ripresa.

Le conseguenze in classifica

Questo pesante rovescio, il quarto in sette giornate, getta il Pescara in una crisa profonda, con un bottino di soli cinque punti che lo confina nelle zone basse della classifica. La sconfitta, per di più maturata in modo così netto e repentino, non può che far traballare la posizione dell'allenatore Vivarini, chiamato a un'immediata reazione dopo la pausa. La Sampdoria, al contrario, abbandona l'ultimo posto e ritrova un fondamentale slancio di fiducia, lasciandosi alle spalle un inizio di torneo complicato e guardando con nuovo ottimismo alla rimonta in classifica.

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