In Italia 13 milioni di persone usano l’intelligenza artificiale, con ChatGpt in testa
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Redazione Economia
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L’intelligenza artificiale, che fino a poco tempo fa sembrava relegata a un futuro lontano o a nicchie di esperti, è ormai parte integrante della vita digitale degli italiani. Secondo i dati della piattaforma di analisi MyMertrix di Comscore, ad aprile il 28% degli utenti internet nel nostro Paese – circa 13 milioni di persone – ha utilizzato almeno un’applicazione di IA generativa. Un balzo significativo, considerando che nei primi quattro mesi del 2024 l’utilizzo di questi strumenti è cresciuto del 31% in termini di utenti raggiunti e del 51% per tempo speso.
A trainare la diffusione è soprattutto ChatGpt, il sistema di conversazione basato su modelli linguistici avanzati che, dal suo lancio nel 2022, ha rivoluzionato il modo di interagire con la tecnologia. La piattaforma, che oggi vanta un aumento del 65% degli utenti rispetto all’inizio dell’anno, non è più solo uno strumento per sviluppatori o curiosi, ma è entrata nell’uso quotidiano. C’è chi la sfrutta per scrivere testi, chi per tradurre documenti, chi addirittura per generare immagini attraverso strumenti come Dall·E o Midjourney.
Se un tempo gli assistenti vocali – da Siri ad Alexa – rappresentavano l’unico contatto con l’IA per la maggior parte delle persone, oggi la gamma di applicazioni si è ampliata. Non si tratta più solo di dettare comandi, ma di dialogare con algoritmi in grado di elaborare risposte complesse, produrre contenuti o persino simulare voci umane. Una trasformazione che, se da un lato semplifica molte attività, dall’altro solleva interrogativi sull’impatto che queste tecnologie avranno su settori come il lavoro, l’istruzione o la creatività.
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