Exor rafforza la liquidità: 4 miliardi in cassa dopo le cessioni
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Redazione Economia
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Exor ha rafforzato la propria posizione finanziaria portando la liquidità disponibile a circa 4 miliardi di euro grazie al programma di cessioni e alla riorganizzazione del portafoglio. La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha comunicato i risultati del primo semestre 2026, evidenziando una strategia orientata alla diversificazione degli investimenti e alla maggiore flessibilità finanziaria.
Le dismissioni e il rafforzamento della cassa
L’aumento delle risorse disponibili è legato anche all’accordo per la cessione della partecipazione in Welltec, operazione inserita nel percorso di revisione degli asset detenuti dal gruppo. Nel corso del periodo sono state completate anche altre dismissioni, tra cui quelle relative a Gedi, Lifenet e Nuo, mentre è arrivata a conclusione la vendita del business della difesa a Leonardo.
Il processo di riduzione di alcune partecipazioni ha modificato la composizione del portafoglio della holding, che punta a destinare parte delle risorse raccolte verso nuove opportunità di investimento. Tra le operazioni in corso figura anche quella relativa a Iveco Group, dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata da Tata Motors, con il perfezionamento dell’operazione previsto per novembre 2026.
I risultati del primo semestre e il piano sulle azioni proprie
Nel bilancio semestrale Exor ha registrato un Net Asset Value (Nav) pari a 32 miliardi di euro, corrispondenti a 157,9 euro per azione. Il valore rappresenta una variazione rispetto ai 33,2 miliardi registrati alla fine del 2025, mentre il Gross Asset Value (Gav) si è attestato a 35,8 miliardi di euro.
La holding ha inoltre indicato un miglioramento del rapporto Loan-to-Value (Ltv), sceso al 4,7%. Sul fronte della remunerazione degli azionisti è stato avviato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 500 milioni di euro, operativo fino alla pubblicazione dei prossimi risultati finanziari di marzo.
La strategia di diversificazione di Exor
Exor concentra il proprio modello di investimento su partecipazioni industriali e finanziarie con un orizzonte di lungo periodo. La holding controlla o partecipa a società attive in settori differenti, tra cui automotive, lusso, editoria, tecnologia e servizi, con l’obiettivo dichiarato di ampliare la distribuzione degli investimenti.
La disponibilità di una maggiore liquidità consente al gruppo guidato da John Elkann di avere maggiore capacità di intervento su nuove operazioni. La cessione di alcune attività e il mantenimento di partecipazioni strategiche hanno modificato l’equilibrio del portafoglio, lasciando alla holding risorse utilizzabili per futuri investimenti.
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