Guè si racconta a Belve: dalle dipendenze al dissing con Fedez, senza filtri

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Le droghe? Non le consiglio a nessuno, mi hanno rovinato». Parole nette, quelle pronunciate da Guè Pequeno durante l’intervista rilasciata a Francesca Fagnani per Belve, trasmessa martedì 3 giugno. Il rapper milanese, che ha scelto di non risparmiarsi, ha ripercorso le tappe di una vita segnata da esperienze difficili, tra dipendenze e un rapporto conflittuale con l’immagine di sé. «Ho provato tutto, tranne alcune cose», ha ammesso, sottolineando come certi percorsi, pur avendo fatto parte della sua storia, non siano da romanticizzare.

Non è mancato un riferimento al mondo della musica leggera, spesso percepito come più "pulito" rispetto alla scena rap. «Conosco cantanti famosissimi, peggio di noi rapper quanto a consumo smodato di droga», ha dichiarato, senza però scendere in dettagli che avrebbero trasformato l’intervista in una lista di nomi. Quello che emerge, più che la denuncia, è la consapevolezza di un ambiente in cui certe dinamiche, pur diffuse, raramente vengono messe a nudo con altrettanta franchezza.

Tra i passaggi più discussi, il suo rapporto con Fedez, descritto senza mezzi termini. «Non ci siamo mai presi», ha detto Guè, definendo il collega come l’«opposto» di ciò che rappresenta lui stesso. Un chiaro riferimento alle tensioni esplose nel 2017, quando tra i due e Marracash si scatenò una guerra di dissing fatta di battute taglienti e frecciate sui social. Se allora i toni furono accesi, oggi Guè preferisce liquidare la questione con una battuta: «Io faccio un altro mestiere».

Ma l’intervista ha toccato anche aspetti più personali, come il legame con il suo nome d’arte e quel difetto fisico – la blefaroptosi, che gli conferisce lo sguardo semi-chiuso – trasformato in un tratto distintivo. «Mi ha reso riconoscibile», ha spiegato, raccontando come un limite sia diventato parte integrante della sua identità artistica.

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