Nuove detrazioni Irpef 2025: meno aliquote, più attenzione al reddito e ai figli
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Redazione Economia
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Il nuovo articolo 16-ter del D.P.R. n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), ridefinisce il sistema delle detrazioni fiscali, legandole strettamente al reddito complessivo e alla composizione del nucleo familiare. La norma, che si applica ai contribuenti con un reddito superiore a 75.000 euro, stabilisce che le detrazioni per oneri e spese siano calcolate moltiplicando l’importo base, determinato in base al reddito, per un coefficiente che tiene conto del numero di figli presenti in famiglia. Sono inclusi non solo i figli nati all’interno del matrimonio, ma anche quelli riconosciuti, adottati, affiliati o affidati, purché rientrino nelle condizioni previste dall’articolo Irpef.
La riforma, che segue un anno di rodaggio nel 2024, conferma la riduzione delle aliquote Irpef da quattro a tre, una scelta resa strutturale dalla manovra finanziaria del 2025. Già nel 2023, il sistema era passato da cinque a quattro scaglioni, con aliquote progressive che andavano dal 23% per redditi fino a 15.000 euro, al 43% per quelli superiori a 50.000 euro. Con la nuova configurazione, il fisco semplifica ulteriormente il quadro, mantenendo però un’attenzione particolare alle famiglie, soprattutto quelle con figli a carico.
Uno degli aspetti più significativi della riforma riguarda le detrazioni per familiari a carico, che subiscono una sostanziale revisione. Fino al 2024, era possibile richiedere agevolazioni fiscali per fratelli o sorelle conviventi, purché il loro reddito annuo non superasse i 2.800 euro e fossero considerati a carico ai sensi dell’articolo 433 del codice civile. Con la nuova legge, tuttavia, questa possibilità viene meno, escludendo di fatto i fratelli e le sorelle dal novero dei familiari per i quali è possibile richiedere detrazioni. Una modifica che avrà un impatto non trascurabile sui contribuenti che fino ad oggi hanno beneficiato di queste agevolazioni.
La nuova normativa, quindi, da un lato rafforza le detrazioni per i nuclei familiari con figli, riconoscendo un ruolo centrale alla prole nel calcolo delle agevolazioni fiscali, dall’altro restringe l’ambito dei familiari a carico, escludendo alcune categorie che in passato potevano contare su un sostegno economico indiretto attraverso il sistema fiscale. Una scelta che, se da un punto di vista mira a semplificare e razionalizzare il sistema, dall’altro potrebbe sollevare critiche per l’esclusione di figure come i fratelli conviventi, spesso parte integrante del nucleo familiare in contesti sociali complessi.




