Damiani, la gioielleria valenzana rileva Baume
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Redazione Economia
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Il panorama dell'alta orologeria, spesso considerato un feudo rigidamente svizzero o franco-svizzero, registra una mossa inattesa che conferma la vivacità italiana nel settore del lusso. Il gruppo Damiani, celebre per la sua oreficeria di alta gamma, ha infatti siglato un accordo con il colosso ginevrino Richemont per l'acquisizione della maison di orologi Baume & Mercier. Un marchio, quest'ultimo, che vanta una storia secolare e che ora passa sotto il controllo di una realtà a conduzione familiare, un passaggio che molti osservatori interpretano come una possibile svolta per il brand. I dettagli finanziari dell'operazione, com'è consuetudine in transazioni di questo livello, non sono stati divulgati, ma le parti hanno precisato che la chiusura formale è attesa per l'estate del 2026.
Una transizione graduale per consolidare il passaggio
Per garantire una migliore continuità operativa, le parti hanno previsto una fase di transizione della durata di almeno dodici mesi dopo il closing. Durante questo periodo, Richemont continuerà a fornire servizi operativi alla maison, una scelta che dovrebbe permettere a Damiani di integrare progressivamente il nuovo asset nella sua struttura senza soluzione di continuità. Il gruppo italiano, che ha la sua base a Valenza, potrà dunque contare su un know-how consolidato mentre pianifica la futura strategia per Baume & Mercier. La mossa si inserisce in un contesto di grande fermento per il mercato degli orologi di lusso, che solo nella scorsa settimana ha visto, accanto a questa operazione, altre acquisizioni rilevanti e il concentrato di novità presentato a Milano durante la Lvmh watch week.
La strategia di diversificazione del gruppo italiano
Con questa acquisizione, Damiani compie un deciso passo avanti nel suo percorso di diversificazione, spingendosi con decisione oltre il core business della gioielleria per rafforzare il proprio portafoglio prodotti. "Il potenziale a lungo termine di Baume & Mercier sarà meglio sfruttato all'interno del gruppo Damiani", si legge infatti in una nota congiunta diffusa dalle parti. La motivazione sottostante a questa affermazione, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni, risiederebbe nella "solida presenza" del gruppo in Italia e nella sua capillare rete distributiva, elementi che potrebbero offrire nuove opportunità di crescita al marchio orologiero. Una logica, questa, che mira a sfruttare sinergie esistenti piuttosto che a rivoluzionare improvvisamente l'identità del brand acquisito.
Un settore in costante movimento tra fusioni e acquisizioni
L'operazione conferma come il mercato dell'orologeria di lusso sia un teatro di continue evoluzioni, dove le grandi maison si ristrutturano e dove nuovi attenti protagonisti, come Damiani, colgono le occasioni per espandere la propria influenza. La cessione da parte di Richemont di un marchio come Baume & Mercier rientra in quella ridefinizione strategica del portafoglio che i grandi gruppi attuano periodicamente, concentrando risorse sui brand considerati più promettenti o più coerenti con il proprio posizionamento globale. D'altro canto, per una realtà come quella valenzana, portare a casa un pezzo di storia dell'orologeria svizzera rappresenta un salto di qualità importante, un investimento sulla fiducia nella propria capacità di gestire e far crescere un nome celebre in tutto il mondo.




