Anne Hathaway e la rivelazione sulla cecità parziale: «Sono stata legalmente cieca per un decennio»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’immagine pubblica di Anne Hathaway, quella che l’ha seguita per anni sui tappeti rossi e sui set di Hollywood, raccontava una storia di grazia cinematografica e professionalità impeccabile; eppure, come spesso accade quando i riflettori si spengono e l’attrice torna a essere semplicemente una donna alle prese con la propria fisicità, il quadro cambia radicalmente.

La protagonista de "Il diavolo veste Prada 2", in un’intervista rilasciata al podcast "Popcast" del New York Times – andata in onda il 22 aprile scorso – ha infatti rotto un silenzio durato un decennio, rivelando una condizione di salute che avrebbe messo in difficoltà chiunque altro: la diagnosi di una cataratta precoce le ha causato, per tutti i suoi trent’anni, una perdita della vista tale da essere considerata "legalmente cieca" all’occhio sinistro.

Il peso di una diagnosi silenziosa durante l’ascesa professionale

Ciò che rende questa confessione tanto sorprendente – oltre alla sua stessa natura intima – è la discrezione con cui l’attrice ha gestito il problema, mentre la sua carriera non solo non si fermava, ma raggiungeva vette sempre più alte.

Pensiamo ai film girati in quel lasso di tempo: da "Interstellar" a "The Intern", passando per "Ocean’s 8" e "Alice attraverso lo specchio", la Hathaway ha recitato in pellicole tecnicamente complesse senza mai dare l’impressione di combattere contro una menomazione visiva che, di fatto, le impediva di vedere la profondità dei colori o la completezza delle scene.

La condizione, che rientrava nei parametri governativi che definiscono la cecità legale – ovvero una soglia clinica oltre la quale si accede a specifici sussidi – era dovuta a una cataratta insorta in età giovanile, un evento raro per una persona sotto i cinquant’anni. Lei stessa ha ammesso, nel corso della chiacchierata con i giornalisti, di non essersi resa conto della gravità della situazione finché non ha potuto constatare, a posteriori, la differenza abissale tra il prima e il dopo l’operazione.

L’intervento chirurgico e lo stupore per la "nuova" visione

La svolta è arrivata solo di recente, quando l’attrice ha compiuto quarant’anni: superata quella soglia anagrafica, la Hathaway si è finalmente sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere la cataratta, un’operazione che lei stessa ha descritto con un certo trasporto emotivo, definendola un "miracolo". La scoperta più impressionante, tuttavia, è stata un’altra: vivendo con quella limitazione da così tanto tempo, il suo sistema nervoso aveva subito uno stress costante di cui lei non era nemmeno consapevole.

«Non avevo capito quanto fosse grave finché non ho potuto vedere l’intero spettro», ha spiegato, aggiungendo che da quando ha recuperato la vista si sente molto più calma e centrata. C’è un aspetto, in questa rivelazione, che restituisce la misura della fragilità umana anche nelle persone apparentemente perfette: la star ha lavorato per anni sotto il riflettore senza mai chiedere un trattamento di favore, recitando accanto a mostri sacri come Robert De Niro o Meryl Streep senza mai lasciar trapelare il minimo cedimento.

La precisazione sui presunti ritocchi estetici

Non è un caso, forse, che la rivelazione sul problema agli occhi sia arrivata quasi per caso, mentre l’attrice si trovava a dover smentire un’altra voce insistentemente circolata negli ultimi mesi. Il gossip, infatti, aveva dato per certo un suo presunto lifting facciale, ipotizzato a partire da un cambiamento nel suo aspetto che – a posteriori – era semplicemente dovuto alla ritrovata energia e alla distensione muscolare post-intervento.

«Si tratta di decisioni mediche importanti che la gente presume che io abbia preso», ha commentato la Hathaway con una punta di ironia, mostrando poi un video sui social in cui spiegava che il "segreto" del suo aspetto teso era solo dovuto a due trecce tirate all’indietro. Una precisazione, questa, che l’attrice ha voluto fare per ristabilire la verità dei fatti, senza però escludere, con un sorriso, che in futuro potrebbe davvero ricorrere alla chirurgia estetica: «Un giorno potrei farlo, ma intanto uso un trucco», ha scherzato.

In un’epoca in cui l’apparenza sui red carpet viene scrutata millimetricamente, la storia della protagonista de "Il diavolo veste Prada" insegna quanto sia azzardato giudicare il corpo altrui senza conoscere le battaglie private che ciascuno combatte lontano dai flash.

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