Tragedia sull'A26: un morto e venti feriti in un maxi-tamponamento a Mele
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Redazione Interno
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Un maxi-tamponamento, nella serata di lunedì 29 dicembre, ha insanguinato l’autostrada A26 in direzione Genova, all’altezza del comune di Mele, dove il bilancio – ancora provvisorio – segna una vita spezzata e una ventina di persone ferite. La dinamica, ricostruita dai primi rilievi, parla di uno scontro a catena che ha coinvolto un autobus turistico, un autocarro e almeno due autovetture, in un groviglio di lamiere che ha richiesto l’intervento massiccio dei soccorsi. L’autista dell’autobus, colpito violentemente, non ha purtroppo avuto scampo, morendo sul colpo prima ancora dell’arrivo delle ambulanze.
La sequenza dell’impatto e il soccorso ai feriti
Sebbene le cause precise restino al centro delle indagini della polizia stradale, le prime testimonianze e i rilievi lasciano intendere che il camion, per motivi da accertare, sia stato investito posteriormente dal pullman, innescando così una reazione a catena di cui sono state vittime le altre vetture coinvolte. L’urto, di notevole violenza, ha provocato il ferimento di quasi tutti i passeggeri a bordo del mezzo turistico: tra di essi, alcuni hanno riportato fratture significative agli arti superiori, mentre altri – in condizioni che i sanitari hanno definito più preoccupanti – sono stati trasportati in ospedale per trauma cranico. Le operazioni di estrazione e primo soccorso, condotte in uno scenario complesso e reso ancor più difficile dalle condizioni atmosferiche e dalla posizione dei veicoli, si sono protratte a lungo, con i sanitari che hanno dovuto stabilizzare sul posto diversi dei feriti prima di poterli trasferire al pronto soccorso.
Le indagini per fare chiarezza sulle responsabilità
Gli investigatori, sul tratto di carreggiata interessato, stanno ora esaminando ogni elemento utile a comprendere la concatenazione degli eventi. Vengono analizzate, come di consueto in questi casi, le scatole nere dei veicoli commerciali, le tracce di frenata sull’asfalto e le condizioni meccaniche dei mezzi, per escludere o confermare eventuali guasti improvvisi. Parallelamente, si procede all’audizione dei testimoni e dei feriti che possono fornire un racconto utile, anche se lo shock per quanto accaduto rende spesso frammentarie tali dichiarazioni. L’obiettivo delle autorità è quello di redigere una ricostruzione puntuale, necessario presupposto per qualsiasi futura assegnazione di responsabilità civili e penali, senza lasciare spazio a zone d’ombra su una vicenda che ha già avuto un esito luttuoso.
Le conseguenze sul traffico e la gestione dell’emergenza
L’incidente, oltre al costo umano, ha generato una paralisi totale della viabilità nell’area per diverse ore, con la chiusura di entrambe le corsie in direzione Genova e la creazione di una colonna di veicoli lunga chilometri. La gestione dell’emergenza ha richiesto non solo il dispiegamento di ambulanze e vigili del fuoco, ma anche l’intervento della polizia stradale per deviare il traffico sugli svincoli precedenti e per coordinare le operazioni in un contesto di evidente difficoltà. La carreggiata, dopo la rimozione dei veicoli danneggiati e i necessari rilievi tecnici, è stata riaperta solo nelle prime ore del mattino, quando i tecnici hanno completato anche le operazioni di pulizia e messa in sicurezza dell’asfalto, reso scivoloso dai residui del sinistro.




