Tumore alla prostata, Lilt: colpito un uomo su nove ma la guarigione supera il 90%

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il tumore alla prostata, che rappresenta ormai il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate tra gli uomini, continua a essere una patologia dalla quale, però, si può uscire. Con quarantunmila nuovi casi registrati ogni anno in Italia, stando ai dati diffusi dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, questa forma tumorale interessa statisticamente un uomo su nove, manifestando una maggiore frequenza in coloro che hanno superato i sessantacinque anni di età. La percentuale di guarigione, che oltrepassa la soglia del 90%, delinea uno scenario clinico sostanzialmente positivo, a patto che la diagnosi arrivi in una fase precoce della malattia.

La risposta della prevenzione

Proprio per scovare il male all’esordio, la Lilt ha rilanciato la campagna nazionale "Nastro Blu 2025", presentata nel corso di una conferenza stampa a Roma, la quale, articolandosi in una fitta rete di appuntamenti su tutto il territorio, mira a smuovere le coscienze maschili. L’iniziativa, che prevede visite urologiche specialistiche, momenti di approfondimento scientifico e una massiccia opera di informazione anche attraverso i social network, cerca di vincere quelle resistenze psicologiche che spesso ritardano i controlli. L’obiettivo, com’è ovvio, è incoraggiare gli uomini a un monitoraggio costante della propria salute, unico strumento veramente efficace per intercettare per tempo non solo il cancro prostatico ma anche altre patologie oncologiche.

L’importanza dei test

In questo contesto si inserisce l’adesione di diverse strutture sanitarie, come il Policlinico San Pietro e il Centro diagnostico Treviglio, alla campagna internazionale "Movember", in programma dal 17 al 22 novembre. Durante questo periodo sarà offerta la possibilità di effettuare gratuitamente il test del Psa, un esame del sangue che misura la concentrazione dell’antigene prostatico-specifico, un enzima prodotto dalla ghiandola. Valori anomali di questo marcatore, i quali non costituiscono di per sé una diagnosi certa di cancro, possono segnalare la necessità di indagini più approfondite, spalancando una finestra decisiva per un intervento tempestivo.

Il quadro delle altre patologie

Accanto alla diffusione del tumore alla prostata, la Lilt ha fornito dati anche su una neoplasia decisamente più rara, quella del pene, la cui incidenza si attesta al di sotto dell’1% di tutti i casi oncologici maschili. La marcata differenza nella frequenza tra le due patologie non fa che sottolineare l’importanza di una prevenzione mirata e differenziata, la quale, concentrandosi sui singoli organi e sui relativi fattori di rischio, permette di ottimizzare le risorse e di indirizzare meglio gli sforzi educativi. Si tratta, in definitiva, di costruire una cultura della salute che, superando imbarazzi e paure infondate, ponga al centro la consapevolezza individuale.

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