Juve, i tifosi “sequestrano” la squadra a Milano: “Vogliamo la vita e la maglia sudata”
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Redazione Sport
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Non bastava il peso specifico di un Milan-Juventus che vale un pezzo di Champions League, a sentire i tifosi bianconeri accorsi a Milano. Questa notte, fuori dall’albergo che ospita la squadra di Luciano Spalletti, un gruppo di sostenitori ha praticamente “bloccato” i giocatori – tra cui Manuel Locatelli – per un confronto diretto, a muso duro. Nessuna contestazione fine a se stessa, ma un messaggio preciso lanciato a chi deve indossare quella maglia: “Vogliamo la vita, il cuore e la maglia sudata”. Parole che risuonano come un aut aut in una stagione, quella della Vecchia Signora, che ha riacceso speranze di gloria pur tra mille difficoltà. Il discorso dei tifosi, carico di quella passione viscerale che solo le curve sanno esprimere, chiede ai propri beniamini di lottare per l’Europa che verrà e “osare” pensare allo scudetto, nonostante un distacco dalla vetta che la logica vorrebbe incolmabile.
Il tabù offensivo del Diavolo e quella diga costruita dai bianconeri
Se i tifosi juventini chiedono il cuore, dall’altra parte della barricata il Milan chiede gol. Un’urgenza diventata cronaca quotidiana, se si analizza la maledizione statistica che avvolge i rossoneri in questa specifica sfida. La partita di andata finì 0-0 con un rigore fallito da Pulisic, e da lì sembra essersi aperto un baratro offensivo nella storia recente di questo confronto; i numeri dicono che la Juventus non subisce gol dal Milan in campionato da una vita calcistica. L’ultimo a riuscirci fu Olivier Giroud, in una data ormai lontana come il 28 maggio 2023.
Solo andando più a fondo si comprende la portata della diga eretta dai bianconeri: i rossoneri non trovano la via della rete contro i bianconeri in Serie A da cinque partite, una vera e propria eclissi offensiva nella storia del derby d’Italia. Considerando i 181 precedenti totali, il Milan resta la squadra che ha più spesso battuto la Juve (53 volte) e quella che ha segnato di più ai piemontesi (227 reti), ma quei fasti sembrano sepolti sotto chili di fatica e di clean sheet avversari.
Allegri tra le scuse e il rilancio di Leao: l’osservato speciale
Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina del Diavolo, prepara la sfida con la consapevolezza che il tempo delle attenuanti per i suoi attaccanti è finito. La coppia Pulisic-Leao, ancora una volta, verrà lanciata dal 1′ nonostante i mugugni della piazza. E proprio sul numero 10 portoghese si concentrano i riflettori più caldi. La sua stagione altalenante – lontana parente di quella che lo consacrò campione – lo ha messo sotto la lente di ingrandimento di mercato: non è un segreto che il Milan valuti offerte importante per lui, con osservatori pronti a San Siro per testarne il valore in campo.
A rendere il clima più incandescente ci ha pensato Alessio Tacchinardi, ex centrocampista di entrambe le squadre, che ha tagliato corto sulle voci di un possibile addio: il Milan deve tenerlo, a patto però di metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio, “giudicandolo nel suo ruolo, dove lui è forte”. Una frecciata, quella dell’opinionista, al modulo tattico che spesso lo costringe a sacrifici e a partire da posizioni arretrate, togliendogli quella profondità che ne ha fatto un fuoriclasse. Le scelte di Allegri, comunque, sembrano già decise: a sinistra dovrebbe agire Estupinan a tutta fascia per supportare l’azione ma, in fase di finalizzazione, la palla pesa come un macigno sui piedi dei due attaccanti puri.
Il contesto: un San Siro da scongelare
La cornice sarà quella di un ‘Meazza’ che non vede i suoi beniamini vincere tra le mura amiche dal lontano 21 marzo, quando arrivò il successo per 3-2 contro il Torino. Da lì, un digiuno casalingo che dura ormai da oltre un mese e che per una candidata alla Champions League suona quasi come una beffa. La vittoria sudatissima di Verona (1-0) grazie al solito Rabiot ha riacceso un motore che sembrava in panne, ma serve continuità.
L’equilibrio regna sovrano nelle previsioni: la Juventus arriva forte di tre successi consecutivi senza subire gol (striscia che raggiunge quota cinque clean sheet nelle ultime sei) e di una solidità difensiva che fa paura. La partita, che si giocherà domenica sera alle 20.45, è quella dei “nervi” e della classifica corta: un pugno di punti separa le due contendenti nella lotta per il secondo posto, quello che vale l’accesso diretto alla Super Champions. Per una notte, però, la tattica ha lasciato spazio alla pancia dei tifosi juventini, che hanno ricordato a tutti cosa significhi “sentire” la maglia più del contratto.




