Fisco, si sbloccano i rimborsi del 730 per chi non ha un sostituto d’imposta
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Redazione Economia
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Il mese di dicembre, ormai da tradizione, segna l’avvio materiale delle restituzioni fiscali per una fetta specifica di contribuenti. Si tratta di coloro che, avendo presentato il modello 730 senza indicare alcun sostituto d’imposta, attendono l’accredito diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questa modalità, resa accessibile a tutti a partire dal 2012, rappresenta una via alternativa a quella più comune del conguaglio in busta paga, la quale implica, per sua natura, tempi di ricezione sensibilmente più rapidi. La procedura senza intermediario, che coinvolge soggetti come lavoratori autonomi, chi ha rapporti di lavoro saltuari o chi ha cambiato attività nel corso dell’anno, prevede infatti un iter amministrativo più articolato, il quale, in non pochi casi, può portare a uno slittamento del pagamento anche all’anno solare successivo rispetto a quello di presentazione della dichiarazione.
Le modalità di pagamento e i tempi dilatati
Quando il contribuente opta per questa strada, rinunciando volontariamente o per necessità alla figura del sostituto, il rimborso derivante dal prospetto di liquidazione viene erogato in due modi possibili. L’Agenzia delle Entrate, ricevuta e verificata la dichiarazione, provvede all’accredito su un conto corrente bancario, a patto che il codice IBAN sia stato correttamente fornito in fase di compilazione. In assenza di questo dato, il pagamento avviene invece attraverso un mandato postale, con tutte le tempistiche logistiche che tale metodo comporta. È questo passaggio, insieme ai necessari controlli incrociati sui dati dichiarati, a spiegare la dilazione che spesso si registra rispetto ai dipendenti o ai pensionati, i quali vedono la somma dovuta aggiustarsi direttamente in una mensilità della retribuzione o dell’assegno pensionistico, quasi in tempo reale dopo l’invio del modello al datore di lavoro.
Gli accorgimenti per evitare ritardi ulteriori
Proprio a causa della delicatezza e della lunghezza dell’iter, assume un’importanza cruciale la correttezza formale della dichiarazione presentata. Errori nell’indicazione del codice fiscale, omissioni nella comunicazione dell’IBAN o incongruenze tra i dati forniti e quelli in possesso dell’amministrazione finanziaria costituiscono, com’è ovvio, i principali intoppi procedurali. Tali inesattezze, che richiedono successive comunicazioni e chiarimenti tra il contribuente e l’Agenzia, finiscono inevitabilmente per allungare i tempi di attesa, posponendo di settimane o mesi l’effettivo incasso delle somme. Una particolare attenzione va quindi riservata a queste voci, soprattutto da parte di chi si affaccia per la prima volta a un adempimento di questo tipo, non potendo contare sull’intermediazione e sulla consulenza di un ufficio paghe.
Il contesto e le specifiche del modello corrente
L’avvio delle liquidazioni per il modello 730/2025, che si riferisce ai redditi percepiti l’anno precedente, segue un calendario consolidato. Il flusso principale degli accrediti, per chi ha presentato la dichiarazione nei termini ordinari, si concentra proprio nel mese di dicembre, sebbene la finestra di pagamento possa protrarsi ben oltre. La possibilità di accedere a questa opzione, che appare come una conquista in termini di flessibilità e autonomia del contribuente, porta con sé, come contraltare, una necessaria dose di pazienza. L’assenza di un filtro che trattenga e compensi in via immediata le imposte, costringendo a un dialogo diretto con l’apparato fiscale centrale, è il prezzo da pagare per una gestione più indipendente del proprio rapporto con il fisco, in un sistema che premia, in termini di celerità, la via dell’intermediazione.




