Emma Marrone e l’effetto Ozempic: “Solo dieta e allenamento, non farmaci”. La replica alla “stronza” del web

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -  

Il, si sa, è diventato un campo di battaglia quotidiano soprattutto per chi popola i radar dello spettacolo; ogni minimo cambiamento – si tratti di un chilo perso o di un muscolo in ombra – viene infatti prontamente notato, catalogato e, spesso, aspramente giudicato dalla folla social. È ciò che è accaduto nei giorni scorsi a Emma Marrone, la cantante salentina tornata prepotentemente alla ribalta non per una nuova uscita discografica, bensì per un’istantanea in bianco e nero che la ritrae distesa su un letto con l’addome in evidenza. In quella foto, capace di scatenare un vespaio di reazioni, il fisico asciutto e tonico dell’artista è parso così “perfetto” da sollevare più di un sospetto tra i navigatori del web. L’insinuazione, tanto velenosa quanto ormai di moda, è arrivata puntuale sotto forma di un commento lapidario: “Ozempic?”. Una singola parola, una domanda secca che – nell’immaginario collettivo – è diventata sinonimo di scorciatoia chimica per la perdita di peso, anche se la sua natura è profondamente diversa.

La scintilla e la replica a muso duro

La frase, a metà tra la provocazione e l’accusa, è stata sufficiente a far scattare la reazione della 40enne, nota per il suo carattere sanguigno e una certa propensione a rispondere a tono quando si sente accusata ingiustamente. “No cucciola – ha esordito Emma, ironica ma ferma – allenamento e piano alimentare”. Nella sua controffensiva, la cantante ha però voluto alzare ulteriormente l’asticella, aggiungendo una stoccata che ha fatto il giro del web: “Lo stavo aspettando un commento da stronza. Sei arrivata prima, brava”. L’utente in questione, evidentemente colpita a sua volta dalla durezza della risposta, ha tentato una controreplica: ha sostenuto di non aver trovato alcuna offesa nella propria domanda iniziale, dichiarandosi anzi “perplessa” per l’insulto ricevuto. Ma la Marrone, come riportato dai dettagli del botta e risposta, ha chiuso definitivamente la questione con una frecciata finale sull’incoerenza di chi commenta senza seguire realmente la persona, paragonando il termine volgare da lei utilizzato – “stronza” – a una semplice parola, proprio come la citazione del farmaco: “La risposta sta tutta lì”.

Un farmaco per diabetici sotto i riflettori sbagliati

L’oggetto del contendere, quel “Ozempic” pronunciato quasi come una parola magica, è in realtà un medicinale dalla funzione molto specifica, la cui narrazione pubblica ha finito per travisarne completamente la natura. Basato sulla semaglutide, questo farmaco è stato approvato – come ribadito anche dalle linee guida dell’Aifa – esclusivamente per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 in adulti non adeguatamente controllati; esso agisce regolando la glicemia e va assunto in aggiunta a dieta ed esercizio fisico, non certo in loro sostituzione. L’uso per il solo scopo estetico, quello che alcuni ipotizzano per i vip di mezza Hollywood, rappresenta un impiego “off-label” che, tra l’altro, ha contribuito a creare periodi di carenza per chi ne ha realmente bisogno. Se è vero che l’effetto collaterale più evidente di questo medicinale – ossia il rallentamento della digestione e il conseguente senso di sazietà – porta a un calo ponderale, è altrettanto vero che i medici mettono in guardia dai rischi di un uso improprio: dalla perdita di massa magra a disturbi gastrointestinali anche seri, senza dimenticare il pericolo concreto delle contraffazioni acquistate online (basta ricordare il caso recente in cui una donna in Italia, acquistando quello che credeva essere il farmaco, si è iniettata insulina pura finendo in coma).

La difesa dell’impegno contro la “cultura della pillola”

In questo contesto, la reazione di Emma Marrone assume i contorni di un rifiuto categorico della cosiddetta “cultura della pillola”, quella narrativa tossica per cui un risultato fisico importante non può essere frutto di sacrificio ma solo di un inganno chimico. Sostenendo apertamente che il suo nuovo assetto è il risultato di “lotte da anni” e della necessità di “imparare a capire un nuovo”, l’artista ha voluto ribadire la centralità del percorso personale fatto di pesi in palestra e attenzione al piatto. Non si è trattato, dunque, di una semplice invettiva contro un hater, ma di una presa di posizione netta contro la leggerezza con cui si etichettano i cambiamenti altrui. D’altronde, la cantante salentina non è nuova a questi battibecchi: da tempo si trova a dover difendere il proprio aspetto da chi, come riportano le cronache, le contesta addirittura una mancata “sostanza di donna”. In un’epoca in cui un singolo scatto può generare un’ondata di odio o di sospetto, la risposta di Emma – volgare, spontanea, umana – suona come un avvertimento a chi è abituato a ridurre la complessità di una trasformazione fisica a una semplice etichetta da farmacia.

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