Black Friday 2025, tra velluto e intelligenza artificiale: come cambia lo shopping degli italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le strade, in questo periodo dell'anno, cominciano a riempirsi di un fermento particolare, mentre i primi pacchetti fanno capolino tra le mani dei passanti e le vetrine si moltiplicano di messaggi che reclamano urgenza. Anche l’inbox, come accade ormai da diversi novembri a questa parte, si trasforma in una sequenza ininterrotta di offerte promozionali, di countdown che sembrano non ammettere rinvii e di parole scritte in maiuscolo, le quali – è bene sottolinearlo – insistono su concetti come l’occasione imperdibile. In questo frastuono generalizzato, che sembra voler schiacciare ogni possibilità di riflessione, c’è però chi continua a credere, persino in occasione del Black Friday, che si possa ancora compiere una scelta ponderata, all’insegna non della fretta ma di una rinnovata consapevolezza.

I numeri di una tradizione consolidata

Il Black Friday 2025, stando a quanto emerge dall’ultima edizione dell’Italy Holiday Shopping Outlook di Bain & Company Italia – uno studio realizzato in collaborazione con Azerion e Toluna – conferma il suo ruolo ormai centrale all’interno del calendario commerciale nazionale. La spesa media prevista dagli italiani, secondo l’indagine, si attesta attorno ai 190 euro, un dato che si mantiene sostanzialmente stabile se paragonato a quello registrato nel corso dell’anno precedente. A mutare, piuttosto, sono le modalità con le quali gli acquirenti giungono alla decisione finale: si rileva, infatti, una crescita significativa nell’utilizzo dei social network per orientarsi tra i prodotti, mentre l’intelligenza artificiale – uno strumento sempre più pervasivo – viene impiegata da circa un consumatore su cinque, un segnale di come la tecnologia stia ridefinendo le abitudini di acquisto. A trainare parte dei consumi, si osserva un incremento degli acquisti riconducibili alla Generazione Z, la quale dimostra di approcciarsi all’evento con dinamiche e sensibilità differenti.

Il velluto, un’eleganza che supera il tempo

In questo panorama di acquisti programmati e di ricerche condotte attraverso nuovi strumenti digitali, permangono tuttavia delle costanti che il tempo non sembra intaccare, come la predilezione per certi tessuti e certe atmosfere durante il periodo festivo. Dal pranzo di Natale fino al cenone di Capodanno, infatti, non esiste celebrazione di fine anno che possa considerarsi completa senza la presenza di un abito in velluto, la cui morbidezza avvolgente – è noto – lo rende una scelta perfetta per affrontare con stile e con una grazia fuori moda ogni appuntamento. Quel materiale, che possiede un charme e una femminilità senza epoca, continua a rappresentare per molte persone un punto di riferimento, un classico intramontabile che si adatta sia alle serate più intime che agli eventi più formali, dimostrando una versatilità che poche altre stoffe possono vantare.

La filosofia dello scegliere con attenzione

Proprio in contrapposizione a una logica puramente consumistica, che rischia di appiattire il significato più autentico del vestire, si fa strada un approccio differente, il quale invita a rallentare i ritmi, a selezionare con cura e ad attribuire un valore profondo a ciascun acquisto. Vestirsi, d’altronde, costituisce uno dei gesti più abituali e al tempo stesso più sottovalutati che si compiono quotidianamente, un’azione che – in un’epoca dominata dalle immagini e dalla loro rapidissima diffusione – è diventata molto più complessa di quanto non appaia in superficie. Non si tratta semplicemente di seguire un’estetica, bensì di ritrovare se stessi in ciò che si indossa, di cercare un punto di equilibrio tra la forma esteriore, le esigenze del contesto e l’espressione della propria personalità, un percorso che richiede tempo e che non ammette facili scorciatoie.

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