L'ultima chiamata dei Cccp: un addio in musica e parole

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Giovanni Lindo Ferretti, davanti alla prospettiva di salire sul palco a Bologna lo scorso agosto, poco dopo un infarto, aveva detto a Massimo Zamboni: «Se muoio sul palco non fate tragedie, è una figata, siamo i CCCP». Una frase che racchiude l’essenza di un gruppo che ha sempre fatto della provocazione e dell’autenticità il suo marchio di fabbrica. Zamboni, dal canto suo, aveva risposto con una battuta che suona quasi come una profezia: «A morire sono buoni tutti, difficile è risorgere». Eppure, i CCCP – Ferretti, Zamboni, Annarella Giudici e Danilo Fatur – sono riusciti a farlo, tornando in scena con una reunion che ha conquistato vecchi e nuovi fan, riempiendo teatri e riaccendendo l’interesse per una delle band più iconiche della scena punk italiana.

Dopo il successo del tour partito il 21 e 22 ottobre 2023 dal Teatro Valli di Reggio Emilia, i CCCP hanno annunciato quella che definiscono «l’ultima chiamata». Un addio definitivo, scandito da sei date che chiuderanno un ciclo iniziato decenni fa e che ha visto il gruppo diventare un punto di riferimento per intere generazioni. L’annuncio è stato fatto all’Arci Bellezza di Milano, luogo simbolo della cultura alternativa, dove Ferretti ha dichiarato senza mezzi termini: «Questa è l’ultima conferenza stampa dei CCCP. Abbiamo iniziato dicendo: il mondo va a puttane ed è successo».

Il primo appuntamento è fissato per il 21 marzo al Teatro Valli di Reggio Emilia, dove verrà presentato in anteprima lo spettacolo audio e video tratto dal «Gran Gala Punkettone» dell’ottobre 2023, che uscirà ufficialmente il 28 marzo. Ma è a partire dal 30 giugno, con il concerto al Circo Massimo di Roma, che prenderà il via l’ultimo tour. Un percorso che toccherà Legnano (3 luglio), Napoli (8 luglio), Bari (12 luglio), Piazzola sul Brenta a Padova (18 luglio) e si concluderà a Taormina il 30 luglio.

Quella dei CCCP non è stata solo una band, ma un fenomeno culturale che ha saputo mescolare musica, teatro e provocazione, lasciando un segno indelebile nella storia della musica italiana. La mostra «Felicitazioni», che ha attirato 50.000 visitatori a Reggio Emilia, le ristampe dei dischi e i libri hanno contribuito a riportare l’attenzione su un gruppo che, nonostante gli anni di silenzio, non ha mai smesso di essere rilevante.

Ferretti, con il suo stile diretto e senza filtri, ha ribadito che «la vita non dura che un istante e ha connotazioni fisiologiche», sottolineando come questa sia davvero la fine di un’era. I CCCP, dopo questa ultima chiamata, diventeranno una voce del Canzoniere Italiano, un ricordo vivo e potente di un’epoca in cui la musica era anche un atto di ribellione.

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