Sanità, il “caso” Bolzano fanalino di coda nella prevenzione. Asl: “Colpa dei no vax”
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Redazione Salute
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La fotografia scattata dal ministero della Salute attraverso il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza per l'anno 2024 consegna all'Alto Adige un verdetto a due facce. Se da un lato, infatti, la Provincia autonoma di Bolzano ottiene risultati più che dignitosi nelle aree distrettuale e ospedaliera, dove supera ampiamente la sufficienza con 83 e 64 punti, dall'altro lato la situazione precipita rovinosamente quando si parla di prevenzione.
In questo ambito, il territorio altoatesino raccoglie appena 59 punti, un'insufficienza che lo accomuna solo a Calabria e Sicilia e che lo pone in netto contrasto con la vicina Provincia di Trento, capace invece di raggiungere quota 98 e di piazzarsi tra le eccellenze nazionali.
Il peso dei No Vax sulle coperture vaccinali
Il dato negativo, che pesa come un macigno sul giudizio complessivo, viene attribuito dall'Azienda sanitaria locale alla limitata adesione alle vaccinazioni che storicamente caratterizza l'Alto Adige, un fenomeno particolarmente radicato in alcune vallate dove il movimento No Vax gode di una presenza significativa.
A sostegno di questa tesi, i numeri parlano chiaro: nella coorte 2022, la copertura per la poliomielite tra i bambini di 24 mesi si ferma all'87,11%, ben al di sotto del 95% raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità e distante dalla media nazionale del 94,45%. Analoga la situazione per il morbillo, con un tasso di immunizzazione del 90,22% che evidenzia un divario significativo rispetto al dato italiano.
Le strategie dell'Asl per invertire la rotta
Nonostante l'insufficienza formale registrata nel monitoraggio, l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige tiene a precisare che il punteggio di 59 non è che la sintesi di una valutazione complessa che non si limita alle sole vaccinazioni, ma abbraccia un campo più vasto che include stili di vita, controlli sugli alimenti e adesione agli screening oncologici.
Per affrontare le criticità e cercare di invertire la tendenza, la Provincia e l'Asl stanno lavorando al nuovo Piano provinciale della prevenzione, un documento strategico che prevede un pacchetto di misure mirate a rafforzare la consapevolezza della popolazione sulla salute a 360 gradi. Tra gli interventi previsti, spiccano campagne di informazione e sensibilizzazione sull'importanza dell'attività fisica, di una corretta alimentazione, della salute mentale e, naturalmente, delle vaccinazioni, considerate uno strumento fondamentale di prevenzione primaria.
I segnali di miglioramento e le prospettive future
Nonostante la batosta nelle pagelle ministeriali, fonti dell'Asl altoatesina si dicono fiduciose e sottolineano come l'insieme delle iniziative già avviate negli ultimi anni stia iniziando a produrre i primi effetti positivi. Gli indicatori relativi all'area della prevenzione, viene evidenziato, hanno mostrato un miglioramento costante nel corso del tempo, e la speranza è che questo trend virtuoso possa consolidarsi, portando a un ulteriore incremento dei risultati già a partire dalle prossime rilevazioni del monitoraggio Lea relative al 2025 e al 2026.
Una sfida importante, quella per la salute pubblica, che il sistema sanitario altoatesino è chiamato a vincere per colmare un divario che rischia di compromettere un quadro altrimenti più che positivo.




