L’Iran: «Colpita la Lincoln». Terza portaerei americana in arrivo, la George HW Bush salpa per il Medio Oriente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il conflitto in corso tra Israele, Stati Uniti e Iran, lungi dal rientrare nei piani di chi ipotizzava una campagna lampo, continua a intensificarsi, allargando la propria ombra su una regione ormai al limite della saturazione. Mentre i raid si susseguono senza tregua e la diplomazia, dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei avvenuta durante l'attacco israeliano del 28 febbraio, appare completamente congelata, il Pentagono prepara una risposta militare di portata inedita. Fonti citate da Fox News e rilanciate dall'agenzia TASS confermano che un terzo gruppo da battaglia di portaerei, guidato dalla USS George H.W. Bush, è in procinto di varcare l'Atlantico per unirsi alle operazioni nell'area di competenza della Quinta Flotta. Un dispiegamento di tale portata, che segue quello della USS Gerald Ford e della USS Abraham Lincoln, non ha precedenti nella storia recente e segna un'ulteriore, pericolosa escalation nella guerra, che ormai coinvolge attivamente una dozzina di Paesi, dal Golfo Persico fino al Caucaso.

La USS George H.W. Bush, ultima della leggendaria classe Nimitz e intitolata al 41° presidente degli Stati Uniti — egli stesso aviatore navale nella Seconda guerra mondiale — ha completato l'esercitazione Composite Training Unit Exercise (Comptuex) al largo della Virginia lo scorso 5 marzo. Con i suoi due reattori nucleari A4W in grado di garantire operatività per decenni senza rifornimento, la nave rappresenta una città galleggiante autosufficiente: ospita circa 5.000 marinai e può lanciare i suoi F/A-18 Super Hornet, gli EA-18G Growler per la guerra elettronica e gli aerei radar E-2D Hawkeye con catapulte capaci di accelerare da 0 a 240 chilometri orari in meno di tre secondi. La sua partenza dalla base di Norfolk, prevista entro la fine di marzo, avviene in un momento in cui l'amministrazione Trump, dopo aver già dichiarato l'abbattimento di una parte significativa dell'arsenale missilistico iraniano, cerca di aumentare la pressione su Teheran, colpita al cuore del suo apparato militare e di comando.

Nel frattempo, nel teatro operativo, la situazione è in costante divenire. La USS Gerald Ford, dopo aver attraversato il Canale di Suez giovedì, è ora operativa nel Mar Rosso, mentre la Abraham Lincoln staziona nel Mar Arabico. L'arrivo della George H.W. Bush, che potrebbe sostituire la Ford o aggiungersi semplicemente alle altre due per intensificare la campagna di bombardamenti denominata "Epic Fury", porta con sé non solo la potenza di fuoco dei suoi velivoli, ma anche quella dei cacciatorpediniere lanciamissili del suo gruppo di scorta. Secondo gli analisti militari, un tale concentramento di mezzi è finalizzato a sopperire alla mancanza di basi aeree terrestri sufficientemente vicine e a proteggere gli alleati regionali, come Arabia Saudita, Kuwait e Bahrain, che continuano a subire attacchi con droni e missili balistici lanciati dall'Iran. Le difese aeree di questi Paesi, messe a dura prova, hanno intercettato centinaia di ordigni nelle ultime settimane, un numero che da solo racconta l'intensità di uno scontro che gli esperti definiscono ormai una vera e propria "guerra di logoramento" basata sulle scorte di munizioni.

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