Assassin’s Creed Shadows: la nuova frontiera di Ubisoft nel Giappone feudale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ubisoft, dopo aver esplorato le sabbie di Bagdad e le tempeste dei mari vichinghi, si spinge ora verso un’epoca storica tanto affascinante quanto violenta: il periodo Azuchi-Momoyama in Giappone. Un’era segnata da tumulti, tradimenti e una costante lotta per il potere, dove ogni ombra nasconde un nemico pronto a minacciare l’equilibrio delle isole nipponiche. Assassin’s Creed Shadows, il nuovo capitolo della saga, rappresenta per l’azienda francese una scommessa delicata, un tentativo di rinnovare una formula ormai consolidata, senza però perdere l’essenza che ha reso la serie un punto di riferimento nel mondo dei videogiochi.
Dal punto di vista tecnico, il gioco è stato analizzato in dettaglio da Digital Foundry, che ne ha esaminato le prestazioni su PS5 e Xbox Series X|S, tralasciando per il momento le versioni PC e PS5 Pro. La risoluzione nativa varia a seconda della console e della modalità selezionata: sulla Xbox Series S oscilla tra 1280 x 720 e 1920 x 1080, mentre su PS5 e Xbox Series X, in modalità Qualità, si raggiunge un range compreso tra 1920 x 1080 e 2880 x 1620. Nella modalità Bilanciata, invece, la risoluzione scende leggermente, attestandosi tra 1600 x 900 e 2560 x 1440, mentre in modalità Prestazioni si arriva a un minimo di 1440 x 810. Grazie all’uso di upscaler, tuttavia, la risoluzione effettiva a schermo migliora notevolmente: la Xbox Series S tocca i 1620p, mentre le altre versioni raggiungono i 4K, garantendo una resa visiva che sfrutta al massimo le potenzialità delle console di nuova generazione.
Le prime recensioni, intanto, hanno iniziato a circolare, e i pareri sembrano essere prevalentemente positivi. Assassin’s Creed Shadows viene descritto come un titolo ricchissimo di contenuti, con una quantità di quest, attività secondarie e elementi narrativi che rischia quasi di sovraccaricare l’esperienza del giocatore. Questo eccesso, però, non sembra aver compromesso la qualità complessiva del prodotto, che si distingue per una narrazione avvincente e un’ambientazione curata nei minimi dettagli.
Non mancano, tuttavia, le polemiche. Il gioco, così come Dragon Age: The Veilguard, è stato al centro di discussioni accese, spesso legate a presunte “agende woke” attribuite a Ubisoft e BioWare. Critiche che, tuttavia, non hanno impedito ai due titoli di ottenere lo stesso punteggio su Metacritic, alimentando ulteriormente il dibattito tra fan e detrattori.




