La deriva delle diagnosi di Adhd: “Non sono i ragazzi a essere malati, ma l’ambiente che non funziona”

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SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   Un acceso dibattito, destinato a infiammare il dibattito tra neuropsichiatri e pedagogisti, arriva direttamente dai ricercatori dell’University College of London. Loro, attraverso il volume “States of Mind”, contestano l’impennata vertiginosa di certificazioni per il Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (Adhd), suggerendo che forse si sia esagerato nel medicalizzare i comportamenti giovanili. dire +3

L’invito è a invertire il paradigma: smettiamola di guardare solo il “cervello diverso” di un ragazzo per iniziare a interrogarci, piuttosto, su ciò che quel contesto – la scuola, i ritmi familiari, la pressione social – produce nella sua psiche.

Non è solo una questione di etichette, ma di sostanza clinica: se l’ambiente è tossico o disfunzionale, la risposta stressata di un adolescente potrebbe essere un sintomo normale di una vita anormale, non un’anomalia organica da correggere con i farmaci. huffingtonpost +3

L’effetto dei test online e la “sindrome dell’allarme”

Basta una rapida ricerca sul web, spesso mezz’ora di click, e molti genitori arrivano nel timore reverenziale nello studio di uno specialista già convinti che “mio figlio abbia l’Adhd”.

Francesca Mastrantonio, psicoterapeuta e presidente dell’Istituto Integrato di Ricerca e Intervento Strategico (Iiris), mette in guardia da questa deriva: i questionari fai-da-te rappresentano una semplificazione estrema di una realtà clinica complessa. dire +3

Attenzione, però, a non confondere la reattività emotiva con una diagnosi strutturata: è vero che l’impulsività o una concentrazione altalenante sono i tratti distintivi del disturbo, ma lo sono anche di un semplice periodo di affaticamento psicofisico o di una normale fase di sviluppo turbolenta.

La diffusione di queste autovalutazioni, se da un lato ha il merito di abbattere lo stigma, dall’altro rischia di generare un cortocircuito pericoloso, spingendo famiglie intere su un percorso di medicalizzazione senza che vi sia una reale compromissione neurobiologica di base. huffingtonpost +3

La fatica invisibile dei genitori: vivere in stato di allerta

Ma andiamo al cuore della quotidianità, perché l’Adhd (diagnosticata o presunta tale) non riguarda solo il paziente, ma l’intero nucleo familiare. La convivenza con un adolescente che mostra disregolazione emotiva e impulsività è spesso descritta dagli operatori come una “maratona emotiva”: si tratta di quella sensazione di esaustione che deriva non tanto dal fare, ma dal costante “prevedere l’imprevedibile”. tecnicadellascuola +3

I genitori, come riportato in numerosi studi recenti, sviluppano uno stato di ipervigilanza, una sorta di radar interiore che scatta al rumore di una porta che sbatte o al tono di una voce, logorando le risorse psicologiche in modo subdolo e profondo.

Non si tratta, badiamo bene, di essere “poco portati” al ruolo genitoriale, ma di subire un sovraccarico cognitivo oggettivo che necessita di strumenti adeguati per essere sostenuto. La stanchezza psichica, in questi casi, è un campanello d’allarme che non va ignorato, ma nemmeno patologizzato a priori. cittanuova +3

Lo spettro della simulazione e la responsabilità del clinico

Esiste, poi, un versante ancora più oscuro di questa escalation diagnostica, che riguarda la cosiddetta “malingering” o simulazione. In un contesto dove la pressione scolastica è altissima e l’accesso a supporti come la didattica personalizzata è legato a doppio filo a una certificazione, alcuni giovani (o i loro familiari) potrebbero essere indotti inconsciamente – o consciamente – a enfatizzare i sintomi. tecnicadellascuola +3

È un tema spinosissimo, che gli specialisti in salute mentale conoscono bene: la richiesta di psicostimolanti, spesso deviati poi verso un uso improprio per migliorare la performance o rimanere svegli durante le sessioni di studio, rappresenta un rischio reale. L’allarme è tale che l’acquisizione di questi farmaci attraverso la simulazione di una falsa Adhd è ormai un fenomeno documentato e quantificato. cittanuova +3

Per questo la presidente Mastrantonio sottolinea l’importanza di un percorso serio e multidisciplinare: servono osservazioni prolungate, confronto con la scuola e valutazioni che escludano altre patologie psichiatriche in comorbidità. In assenza di questo rigore, si rischia di prescrivere sostanze potenzialmente dannose (e con alto potenziale di abuso) a chi, forse, avrebbe solo bisogno di un sonno regolare o di un ascolto diverso. huffingtonpost +3

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