L'Italia con l'Ue per il valico di Rafah, pronta la missione Eubam
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Redazione Esteri
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La riapertura del valico di Rafah, unico corridoio tra la Striscia di Gaza e l'Egitto e via cruciale per gli aiuti umanitari, vedrà la supervisione della missione europea Eubam, acronimo che sta per European Union Border Assistance Mission. Avviata nel 2005 su richiesta congiunta di Israele e dell’Autorità nazionale palestinese, con il sostegno dell'Egitto e l'approvazione unanime degli Stati membri dell'Unione, essa si trova al centro delle complesse trattative per riattivare un passaggio la cui data di riapertura, dopo essere stata data per imminente, è stata invece rimandata. L'ufficio della Difesa israeliana che coordina le attività civili nei Territori palestinesi ha infatti specificato che l'apertura, annunciabile "più avanti", riguarderà "unicamente la circolazione delle persone", lasciando in sospeso la questione, vitale, degli approvvigionamenti.
La missione in stand-by e il piano italiano
In questo contesto di attesa, un portavoce della Commissione europea per gli affari esteri ha chiarito che "la missione Eubam a Rafah resta in stand-by", pronta a essere dispiegata "a sostegno del piano di pace per Gaza non appena le condizioni lo consentiranno". L'Unione Europea, da parte sua, ha esortato tutte le parti in causa a implementare integralmente l'accordo, al fine di permettere un cessate il fuoco stabile, la liberazione degli ostaggi e una distribuzione di aiuti umanitari su larga scala, di cui c'è un bisogno disperato. Parallelamente, l'Italia ha messo in campo un proprio piano, annunciando l'invio di cento tonnellate di aiuti e un progetto per la ricostruzione, definito dal ministro degli Esteri come "il più grande invio di aiuti alimentari dall’inizio della crisi".
Il ruolo operativo dei carabinieri
La componente operativa della missione Eubam, che avrà il compito di garantire la sicurezza al valico, vede un coinvolgimento diretto dell'Italia. Sono già pronti, infatti, otto carabinieri, i quali rappresentano l'avanguardia di un contingente più ampio di militari dell'Arma che dovrebbe essere schierato nelle prossime settimane. Il loro impiego, sebbene per il momento in attesa del via libera definitivo, sottolinea l'impegno italiano in un'operazione che mira a normalizzare una situazione di confine tra le più delicate e sofferte al mondo, dove la presenza di osservatori internazionali è considerata un elemento fondamentale per la riuscita dell'intera operazione umanitaria.
La situazione al confine
Mentre le dichiarazioni ufficiali si susseguono, la situazione sul terreno resta fluida e condizionata da dinamiche che vanno ben oltre la logistica del passaggio. Decine di camion, carichi di beni di prima necessità, permangono in attesa sul lato egiziano del confine, in una sorta di limbo che riflette le difficoltà diplomatiche e di sicurezza ancora irrisolte. La missione Eubam, con il suo personale specializzato, rappresenta quindi non solo un meccanismo tecnico di controllo di frontiera, ma un tassello concreto di quel piano di pace più ampio a cui l'Europa lavora, nell'intento di creare le condizioni minime per un flusso regolare di soccorsi verso la popolazione civile di Gaza.




