Crollo dei chip in Corea, vendite sui titoli AI. Milano tiene grazie a petrolio e banche
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Redazione Economia
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La seduta odierna sui mercati finanziari globali si è rivelata un vero e proprio banco di prova per la tenuta del comparto tecnologico, con le ripercussioni del crollo della Borsa di Seul che hanno attraversato l'oceano, andando a colpire in particolare i titoli legati all'intelligenza artificiale quotati al Nasdaq. Mentre Piazza Affari, forte della sua composizione settoriale tradizionalmente più legata all'energia e alla finanza, è riuscita a chiudere in territorio positivo, emergendo come la migliore tra le principali piazze europee in una giornata di profonda incertezza.
La bufera su Seul e il crollo dei big tech asiatici
L'epicentro delle tensioni odierne è stato senza dubbio il mercato azionario sudcoreano, dove l'indice Kospi ha subito un tracollo dell'8,95%, un movimento talmente violento da innescare il circuit breaker, il meccanismo che sospende temporaneamente le contrattazioni per arginare il panico.
A trascinare il listino verso il basso è stato il gigante dei chip SK Hynix, che ha visto il suo titolo perdere quasi il 10% in un solo giorno, un crollo che appare ancora più clamoroso se si considera che appena venerdì, durante il debutto a Wall Street, le azioni della società avevano registrato un balzo del 12,76%.
A ciò si è aggiunta la frenata di Samsung Electronics, che nonostante la comunicazione di un utile operativo record per il secondo trimestre del 2026 – stimato in 89,4 trilioni di won, pari a circa 58,4 miliardi di dollari, ovvero quasi 19 volte il risultato dello stesso periodo dell'anno precedente – ha visto il titolo arrivare a perdere fino al 10%, vanificando le buone notizie sui fondamentali.
Il timore che aleggia sul settore, come evidenziato anche dagli analisti, riguarda un possibile rallentamento della domanda di memorie ad alte prestazioni utilizzate per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, un mercato che fino a ieri sembrava inesauribile ma che ora inizia a mostrare i primi segni di saturazione o, quantomeno, di una crescita meno sostenuta del previsto.
L'effetto domino su Wall Street e le incognite sulle trimestrali
Il contagio asiatico non ha tardato a manifestarsi sui mercati occidentali, colpendo in particolar modo Wall Street, dove l'intero comparto tecnologico è finito sotto pressione. Gli investitori, già scossi dalle notizie provenienti dalla Corea del Sud, hanno preferito alleggerire le posizioni sui titoli legati all'intelligenza artificiale, in attesa di capire se l'ondata di vendite sia solo un momento di assestamento o l'inizio di una correzione più profonda per un settore che ha trainato le borse negli ultimi anni.
In questo contesto di fragilità, l'attenzione del mercato è ora catalizzata dalla prossima stagione delle trimestrali, con particolare focus sui risultati delle grandi banche americane che sono attese a breve. Il dato che verrà fornito dagli istituti di credito sarà cruciale per tastare il polso dell'economia reale e per capire se l'aumento dei tassi di interesse e le tensioni geopolitiche stanno iniziando a pesare sui bilanci aziendali al di là del settore tecnologico.
La resilienza dell'Europa e la fiammata dell'energia
Contrariamente a quanto accaduto oltreoceano, le Borse europee sono riuscite a tenere il colpo, mostrando una sorprendente resilienza di fronte alla tempesta asiatica. Piazza Affari, in particolare, si è distinta per la sua solidità, chiudendo la giornata con il segno più e risultando la migliore tra i listini del Vecchio Continente. A sostenere l'indice milanese hanno contribuito in modo determinante i titoli del settore energetico, come Eni, e quelli del comparto automotive, con Stellantis in evidenza.
La ragione di questa performance differenziata risiede principalmente nell'impennata del prezzo del petrolio e del gas, conseguenza diretta del riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente. La volatilità del greggio e il rally del gas naturale ad Amsterdam hanno di fatto penalizzato le economie dipendenti dalle importazioni energetiche, ma hanno rappresentato un forte catalizzatore per le aziende del settore oil & gas italiane.
La doppia velocità dei mercati è quindi il riflesso di un momento storico in cui i fattori geopolitici e le aspettative sulla domanda di tecnologia viaggiano su binari paralleli, spesso in conflitto tra loro.
L'attesa per le prossime mosse delle banche centrali
In questo quadro estremamente volatile, lo sguardo degli operatori finanziari è rivolto anche alle prossime indicazioni che arriveranno dalle principali banche centrali. Se da un lato il rialzo dell'energia minaccia di riaccendere le pressioni inflazionistiche, dall'altro la frenata del comparto tecnologico e i timori di una recessione tecnica in alcuni settori potrebbero spingere gli istituti a rivedere le proprie strategie di politica monetaria.
La giornata di oggi ha messo in luce la fragilità di un equilibrio che si regge su aspettative spesso contrastanti, dove un crollo in una borsa asiatica può generare ripercussioni a catena in tutto il mondo, ma dove contestualmente la solidità di alcuni settori tradizionali può rappresentare un efficace parafulmine per le economie più diversificate, come quella italiana.
Mentre i riflettori sono puntati sulla Corea del Sud e sul futuro dell'intelligenza artificiale, i prossimi giorni saranno decisivi per comprendere se la correzione in atto è destinata ad approfondirsi o se, come già accaduto in passato, il settore tech saprà trovare nuovi stimoli per ripartire.




