La morte di Noa Marciano: tra l'ostaggio di Hamas e il caos bellico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il 14 novembre, l'esercito israeliano ha confermato la morte della soldatessa Noa Marciano, 19 anni, rapita da Hamas il 7 ottobre e tenuta in ostaggio a Gaza. Hamas ha pubblicato un video in cui lei si rivolgeva ad una telecamera dal luogo in cui era tenuta prigioniera. Il video non è stato divulgato in Israele.

Nel caos bellico che inghiottisce tutto, il mondo mediatico arranca dietro alla verità cercando di raccattare più informazioni possibili il più in fretta possibile. Hamas ha imparato a utilizzare il caos a proprio vantaggio. Il gruppo terroristico ha rilasciato la sera di lunedì 13 un video con cui ha dichiarato la morte di Noa Marciano.

L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver recuperato il corpo della soldatessa Noa Marciano, preso in ostaggio da Hamas durante l'attacco del 7 ottobre e morta nella Striscia di Gaza. I resti sono stati trovati in un edificio vicino all'ospedale di al-Shifa che le truppe continuano a perquisire. Lunedì il Movimento islamico aveva diffuso un video della 19enne in cui la mostrava quattro giorni dopo essere stata sequestrata e poi immagini del suo corpo senza vita, sostenendo che sia stata uccisa nei bombardamenti israeliani della Striscia.

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