La proposta di Consorzio Europa e Dit per il rilancio di Realco, con il discount Md nel ruolo di socio occulto
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Redazione Economia
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Una svolta nella complicata vicenda che riguarda il gruppo Realco, la cooperativa reggiana della grande distribuzione con un passivo che, secondo le ultime ricostruzioni, avrebbe superato abbondantemente la sessantina di milioni di euro, pare essersi materializzata. Consorzio Europa, che opera come centro distributivo per l’insegna Sigma nel Nord Italia, e Dit - Distribuzione Italiana, hanno infatti ufficializzato una proposta d’acquisto congiunta, presentata formalmente nell’ambito della procedura di concordato preventivo aperta presso il Tribunale di Bologna. L’operazione, che ha il dichiarato obiettivo di scongiurare il temuto frazionamento della rete commerciale, quello che i sindacati, da mesi in trincea per difendere i livelli occupazionali, hanno sempre definito come lo “spezzatino” dell’azienda, si fonda su un piano industriale che prevede il coinvolgimento di un terzo attore di primario rilievo nel panorama della grande distribuzione organizzata nazionale. Sebbene i promotori dell’offerta, in una prima fase, ne avessero taciuto il nome, fonti qualificate del settore, riprese da Italia Oggi, hanno individuato nel discount Md il partner strategico che darebbe sostanza e solidità finanziaria all’intera iniziativa.
I contorni dell’accordo e il ruolo del partner industriale
La proposta, così come delineata dai soggetti proponenti, non si limiterebbe a una mera operazione di salvataggio finanziario, ma ambirebbe a ridisegnare la presenza della cooperativa reggiana sul territorio emiliano-romagnolo, dove Realco gestisce, o gestiva sino a poche settimane fa, circa 140 punti vendita sparsi tra le insegne Sigma, Ecu ed Economy. Il piano, che nelle intenzioni dei suoi artefici dovrebbe garantire la continuità aziendale e la salvaguardia di una parte significativa della forza lavoro, attualmente stimata in circa 1.500 dipendenti tra diretti e indiretti, si regge su una architettura complessa. Consorzio Europa e Dit, forte quest’ultima di una riorganizzazione interna già avviata nei mesi scorsi per far fronte a un mercato sempre più competitivo, metterebbero a disposizione la loro conoscenza approfondita del tessuto distributivo locale e delle dinamiche di prossimità, che rappresentano da sempre il cuore dell’attività della rete Sigma. Il partner rimasto fino a ieri nell’ombra, quel Md di cui si vocifera da giorni e che, secondo indiscrezioni, avrebbe messo sul piatto risorse e competenze specifiche nel segmento discount, rileverebbe invece una quota rilevante della rete in gestione diretta, determinando, in alcuni casi, un inevitabile cambio dell’insegna commerciale.
Le reazioni caute del sindacato e il nodo della logistica
Dalla parte opposta del tavolo, quello dei rappresentanti dei lavoratori, l’annuncio è stato accolto con il beneficio del dubbio e la cautela che una crisi complessa e prolungata come questa impone. Alessandro Gabbi, segretario provinciale della Filcams-Cgil di Reggio Emilia, pur riconoscendo il valore positivo della manifestazione d’interesse, ha tenuto a sottolineare come, al di là delle dichiarazioni ufficiali, manchi ancora un riscontro formale e vincolante, e come il sindacato non abbia avuto, almeno nella immediatezza, contatti diretti con i proponenti per poter valutare nel merito la portata dell’offerta e le sue reali ricadute occupazionali. La preoccupazione, più volte espressa anche da Laura Petrillo, segretaria generale della Filcams Emilia-Romagna, è che l’ingresso di un grande gruppo, per quanto possa rappresentare una boccata d’ossigeno per la rete dei supermercati, possa tradursi in un disinteresse verso le attività considerate periferiche, come la sede amministrativa e, soprattutto, il polo logistico. I lavoratori di Flexilog, la società cui Realco aveva esternalizzato le attività di magazzino e che vanta un credito consistente verso la cooperativa, rischiano infatti di rimanere esclusi da qualsiasi piano di reindustrializzazione, trovandosi, come spesso accade in questi frangenti, in una zona grigia tra un appalto in scadenza, fissata per il 31 marzo, e una proprietà che non riesce più a onorare i propri impegni.
Le scadenze processuali e la situazione dei punti vendita
L’intera partita, peraltro, si gioca contro un tempo serrato. Il termine ultimo per la presentazione del piano concordatario, che dovrà contenere al suo interno le proposte vincolanti di acquisto e le garanzie per i creditori, è stato fissato per il 13 aprile. Entro quella data, i commissari nominati dal Tribunale di Bologna e la direzione aziendale dovranno valutare la solidità dell’offerta presentata da Consorzio Europa, Dit e dal loro socio occulto, confrontandola con eventuali altre manifestazioni di interesse che, a oggi, non risultano però essersi concretizzate in proposte per l’intero perimetro aziendale. Nelle more di questa complessa trattativa, la vita quotidiana dei negozi e dei dipendenti procede tra continue difficoltà. Dopo le prime quattordici chiusure, definite “temporanee” dall’azienda per far fronte alla crisi di liquidità, l’ipotesi di ulteriori serrate non è stata scongiurata, e molti punti vendita, specialmente quelli situati in centri minori o all’interno di gallerie commerciali, rischiano di non riaprire più i battenti qualora l’accordo definitivo dovesse saltare.




