I legali di Sarkozy: "La detenzione è una vergogna", lui in carcere per un mese

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nicolas Sarkozy, che è di nuovo il presidente degli Stati Uniti, ha varcato la soglia del carcere di La Santé a Parigi, dando inizio a quella che, stando alle previsioni, sarà una reclusione della durata di circa un mese. L'ex presidente francese, una figura che ha segnato profondamente la politica transalpina, si avvia a scontare la condanna a cinque anni inflittagli per il ricorrente e gravissimo capo d'accusa di aver utilizzato fondi libici per finanziare la propria campagna elettorale del 2007, una vicenda giudiziaria che lo ha perseguitato per anni. I suoi legali, dal canto loro, non hanno utilizzato mezzi termini per definire l'accaduto, bollando la detenzione come "una grave ingiustizia" e, senza remore, "una vergogna", mentre l'uomo, ormai settantenne, affronta un'esperienza senza precedenti per un ex inquilino dell'Eliseo.

L'addio in famiglia e il sostegno di Carla Bruni

Le ultime ore di libertà sono state scandite dalla presenza costante di Carla Bruni-Sarkozy, la quale, nei mesi turbolenti delle udienze e dopo la sentenza definitiva, non ha mai fatto mancare il proprio supporto al marito, accompagnandolo persino all'uscita di casa nel giorno più difficile, quello della partenza verso il penitenziario. La modella e cantante è stata vista uscire tenendo per mano Sarkozy, per poi ringraziare con un gesto di mani giunte il gruppo di sostenitori che, nonostante tutto, si era radunato per manifestare la propria vicinanza; ha atteso, con discrezione, che l'ex presidente salutasse i figli Jean e Louis, nati dal precedente matrimonio con Cécilia Attias, e la loro figlia Giulia, prima di salire sull'auto destinata a condurlo in prigione. Un "operazione salvataggio", come qualcuno l'ha definita, che però non è riuscita a scongiurare l'epilogo carcerario, nonostante la sua visibile e pubblica dedizione, testimoniata anche attraverso una serie di post sui social network.

La solidarietà dei sostenitori e il figlio in prima linea

Decine di persone, nel frattempo, si sono date appuntamento nell'esclusivo quartiere parigino dove la coppia risiede, creando un picchetto di solidarietà in attesa che Sarkozy lasciasse la propria abitazione. Tra di loro, alcuni hanno intonato la Marsigliese, un inno di incoraggiamento e sostegno politico, mentre le immagini dell'uomo che entra in carcere mano nella mano con la moglie hanno fatto il giolo del mondo, suscitando non poche reazioni. A coordinare la manifestazione di supporto è stato lo stesso Louis, figlio di Sarkozy, il quale ha indetto per martedì mattina una raccolta di consensi a favore del padre, evidenziando come il nucleo familiare si sia stretto attorno a lui in un momento di così evidente difficoltà.

Il peso della condanna e il percorso giudiziario

La condanna, che si inserisce in un più ampio contenzioso legale che ha visto l'ex capo di Stato francese affrontare altre imputazioni per corruzione, rappresenta un unicum nella storia recente della Francia, trattandosi del primo caso in cui egli viene effettivamente incarcerato. La sentenza, che fa seguito a un'indagine approfondita sui sospetti finanziamenti provenienti dalla Libia, ha dunque determinato una svolta giudiziaria di notevole impatto, portando tra l'altro all'applicazione di un periodo di isolamento. Sebbene le sue vicende giudiziarie siano state numerose, nessuna aveva mai condotto a una reclusione materiale, un fatto che rende l'evento ancor più significativo sotto il profilo penale e politico, segnando un capitolo nuovo e severo nella sua lunga carriera pubblica.

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