Fine dell'afa, in arrivo la svolta: perturbazione e crollo delle temperature su mezza Italia
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Redazione Interno
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L'estate 2026, in Italia, si conferma come una delle più roventi degli ultimi anni, con un'ondata di calore che ha caratterizzato tutto il mese di giugno e gran parte di luglio. L'anticiclone nordafricano, ormai da settimane, mantiene salda la sua presa sulla penisola, portando temperature che in molte località del Centro-Sud e sulle Isole hanno superato i 40 gradi, toccando punte di 45 in Sardegna e Sicilia.
Un caldo che si fa sentire anche di notte, come testimoniano le minime che difficilmente scendono sotto i 25 gradi, rendendo l'afa e il disagio fisiologico una costante insopportabile. Ma il clima è destinato a cambiare radicalmente a partire dalla prossima settimana.
L’indebolimento dell’anticiclone e l’arrivo delle correnti fresche
Secondo le ultime proiezioni dei principali centri meteorologici, l'egemonia dell'anticiclone africano sta per giungere al termine. L'indebolimento di questa struttura di alta pressione, complice l'arrivo di correnti d'aria più fresca e instabile provenienti dal Nord Atlantico e dalla Scandinavia, darà il via a una fase di netta svolta. I primi segnali del cambiamento si manifesteranno sulle regioni del Nord già nel corso del fine settimana, in particolare domenica 19 luglio, quando si assisterà a una prima attenuazione del caldo e all'arrivo di piogge e temporali.
L'aria più temperata, come spiegano i meteorologi, andrà a sostituire la bolla di calore che ha oppresso la penisola, e lo scontro tra queste due masse d'aria genererà un'instabilità diffusa, con conseguenze significative sul fronte delle temperature.
Un'Italia divisa tra caldo persistente e primi temporali
Il quadro meteo del prossimo fine settimana descriverà quindi un'Italia ancora spaccata in due: mentre al Nord si registrerà un primo e significativo calo termico, con valori che potrebbero scendere fino a 28-32 gradi, il Centro-Sud e le Isole Maggiori dovranno attendere ancora qualche giorno prima di vedere un ridimensionamento dell’afa. Da sabato 18 luglio, si prevedono rovesci e temporali sparsi, a tratti anche intensi, su Alpi, Prealpi, Levante Ligure ed Emilia Romagna, con possibili estensioni verso le zone interne del Centro.
Nel resto del Paese, invece, il bel tempo e il caldo continueranno a farla da padroni, con punte massime che in Sardegna, Sicilia e nelle aree interne del Meridione potrebbero ancora raggiungere i 40 gradi.
Il crollo termico: cosa aspettarsi all'inizio della settimana
L'atteso e deciso stop al grande caldo è comunque confermato per i primi giorni della prossima settimana. Secondo le stime, è tra martedì 21 e mercoledì 22 luglio che si avrà il definitivo abbattimento dell'anticiclone africano su tutto lo stivale, con un calo delle temperature che porterà i valori su livelli più consoni al periodo. L'arrivo della perturbazione, tuttavia, potrebbe portare con sé anche fenomeni meteorologici di forte intensità.
L'enorme quantità di energia accumulata durante questa lunga fase di caldo estremo, combinata con l'irruzione di aria più fredda, potrebbe innescare temporali violenti, con il rischio di nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto lungo il versante adriatico. Una volta passato il fronte, le condizioni dovrebbero stabilizzarsi, con il clima che tornerà a essere più gradevole e in linea con la media stagionale.
La fine del caldo record: un sollievo per tutto il Paese
Il progressivo ricambio d'aria interesserà quindi tutte le regioni, portando finalmente un sollievo dopo un lungo periodo di temperature da record. I modelli previsionali concordano sull'arrivo di questa svolta, che porrà fine a quella che viene definita la "terza ondata di calore" dell'estate 2026. Per molti si tratta di un cambiamento atteso da settimane, anche se le modalità con cui si manifesterà richiederanno attenzione, a causa del potenziale rischio di maltempo e fenomeni intensi associati allo scontro tra masse d'aria diverse.
L'evoluzione meteo dei prossimi giorni sarà quindi cruciale per osservare il passaggio graduale da una fase di caldo estremo a condizioni più stabili e sopportabili su tutto il territorio nazionale.




