La protesta dei trattori paralizza la Francia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Aumenta sulle strade della Francia la pressione della protesta degli agricoltori, che proseguono la mobilitazione cominciata ieri per la prospettiva di un accordo con i paesi del Mercosur, accordo che il governo e il settore agricolo del paese respingono con forza. Nel sud, oltre un centinaio di agricoltori sono partiti stamattina per Béziers, in un convoglio di una trentina di veicoli, gettando rifiuti e copertoni davanti al consiglio municipale.

Confagricoltura, in linea con le posizioni sostenute da tempo contro la finalizzazione dell’intesa senza radicali modifiche, aveva sensibilizzato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i ministri Tajani e Lollobrigida, inviando loro la lettera del COPA-COGECA indirizzata alla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio UE, Victor Orban. La lettera, firmata da oltre 50 associazioni agricole e cooperative europee, esprimeva preoccupazione per l’accordo così come si configura attualmente e che dovrebbe essere firmato in queste settimane.

Il G20 di Rio de Janeiro, che si è tenuto il 18 e 19 novembre, sarebbe stato lo scenario ideale per annunciare il via libera all’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), ma i clacson dei trattori tornano a farsi sentire a Bruxelles. Proprio il negoziato, infatti, rischia di diventare il nuovo terreno di scontro in Europa, dove le proteste dello scorso febbraio hanno lasciato il segno.

Il patto per liberalizzare il commercio tra le due sponde è sul tavolo da 25 anni. Le parti coinvolte (Paesi europei più Argentina, Uruguay, Paraguay e Brasile) hanno negoziato i termini dal 1999 al 2019, ma l'intesa continua a non essere ratificata perché rigettata dagli agricoltori europei.

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