Roberto Fico, chi è il nuovo presidente della Campania

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Secondo i primi dati degli exit poll, che delineano ormai un esito difficilmente contestabile, Roberto Fico è il nuovo governatore della Campania con una percentuale compresa tra il 56 e il 60% dei voti, stabilendo così un vantaggio di quasi venti punti sul candidato del centrodestra Edmondo Cirielli. Lo spoglio, sebbene ancora in corso, conferma la netta affermazione di un politico, Fico, che si è imposto come il perno di una coalizione ampia e composita. Grillino della prima ora e già Presidente della Camera, un ruolo istituzionale di primissimo piano che ha contribuito a consolidarne l’immagine pubblica, il neoeletto porta con sé, oltre all’esperienza parlamentare, delle passioni personali ben radicate – come quella per la fisarmonica e per il mare – che ne completano il profilo umano, mostrandone una dimensione lontana dai cliché della politica più convenzionale.

Un pensiero guida e una coalizione vincente

Il candidato del centrosinistra, durante la campagna elettorale, ha spesso fatto riferimento a una citazione di Giovanni Falcone – «Possiamo sempre fare qualcosa» – un pensiero che, verosimilmente, lo ha accompagnato e sostenuto in una corsa tribolata. La sua candidatura, del resto, è riuscita nell’impresa di tenere assieme due pezzi da novanta della scena campana: il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, e il governatore uscente, Vincenzo De Luca, figura di spicco a livello nazionale per i suoi consensi elettorali. È proprio questa capacità di unire forze diverse, spesso con storie e sensibilità distanti, a costituire il cuore del successo odierno, un modello che alcuni, osservando i risultati, iniziano già a considerare con interesse per scenari più ampi.

Le reazioni politiche e il "modello Campania"

Subito dopo la proiezione degli exit poll, sono iniziate le prime dichiarazioni da parte degli alleati. Uno di questi ha parlato esplicitamente di un "Governo nemico del Sud", affermando che "gli elettori lo hanno capito", e ha annunciato l’intenzione di "aprire un tavolo per esportare il modello Campania a Roma". Il concetto di "modello campano" a cui si fa riferimento è quello di una coalizione ampia e plurale, che vada oltre i confini tradizionali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, e che sappia mettere insieme – e tenere insieme – anche quell’area del riformismo che dialoga con il mondo cattolico e con quello civico. L’idea, quindi, è che un’alleanza di questo tipo, avendo dimostrato la sua efficacia in Campania, possa essere replicata a livello nazionale, rappresentando una possibile risposta alla frammentazione politica.

La presenza dei leader nazionali a Napoli

L’importanza del voto in Campania è sottolineata dall’arrivo a Napoli dei massimi leader di partito. La segretaria del Pd Elly Schlein, si è recata nella città partenopea per raggiungere Roberto Fico e seguire da vicino le fasi finali dello spoglio, senza che fosse ancora decisa un’eventuale tappa successiva a Bari. Nella stessa direzione si è mosso il presidente del M5s Giuseppe Conte, anch'egli diretto al comitato elettorale per unirsi al candidato che gli instant poll davano in netto vantaggio. La presenza fisica dei due segretari nazionali accanto a Fico non è solo un gesto di sostegno, ma segna simbolicamente la chiusura di una campagna condotta unitamente e getta un primo sguardo sulle dinamiche che potrebbero caratterizzare il futuro dell’alleanza di centrosinistra.

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