L’attimo di terrore al Maradona per Banda, poi il sollievo: il giocatore del Lecce è stato dimesso
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Redazione Sport
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L’onda lunga della preoccupazione, quella che aveva avvolto il Diego Armando Maradona negli istanti finali della partita tra Napoli e Lecce, si è infine placata di fronte al referto medico. Lameck Banda, l’esterno offensivo zambiano classe 2001, è stato dimesso nella mattinata di domenica 15 marzo dall’ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato trasportato d’urgenza al termine del match. Il club giallorosso, attraverso un comunicato ufficiale, ha confermato l’esito negativo di tutti gli accertamenti clinici ai quali il calciatore è stato sottoposto, decretando di fatto la fine dell’incubo e restituendo alla squadra e ai tifosi un sospiro di sollievo collettivo. Era stato lo stesso Banda, poche ore prima, a rompere il silenzio con un messaggio social, pubblicato sul proprio profilo Instagram, per rassicurare direttamente i sostenitori: “Sto bene, grazie a tutti”, poche parole ma sufficienti a stemperare la tensione accumulata in una serata che, per lunghi minuti, aveva fatto temere il peggio.
La genesi dell’episodio, che ha gelato i 50mila presenti e i telespettatori, va ricercata in un contrasto di gioco, un colpo ricevuto all’altezza del petto. Un impatto che, a distanza di circa quaranta minuti, ha prodotto i suoi effetti più drammatici: Banda, senza un apparente preavviso, si è accasciato al suolo, portandosi le mani al torace e innescando immediatamente il protocollo d’emergenza. Tra i primi a rendersi conto della gravità della situazione ci sono stati Antonio Conte, allenatore del Napoli, e l’attaccante azzurro Matteo Politano, i quali hanno attirato l’attenzione della panchina e sollecitato l’ingresso dei sanitari. Il gesto atletico è passato in secondo piano, come è giusto che sia in frangenti del genere, e l’intera struttura del Maradona si è stretta attorno al giovane calciatore, trasportato in barella fino all’ambulanza e poi avviato verso il nosocomio napoletano per una serie di controlli approfonditi.
Il giallo della dinamica e la certezza degli accertamenti
Se inizialmente l’ipotesi di un malore cardiaco aveva gettato nello sconforto l’intero ambiente sportivo, le indagini diagnostiche hanno rapidamente circoscritto la causa a un fattore traumatico. Le analisi condotte al Cardarelli, infatti, hanno scongiurato patologie occulte o disfunzioni cardiovascolari, riconducendo l’episodio di sincope alla violenta botta subita durante la gara. Una dinamica, questa, che se da un lato spiega l’improvviso collasso, dall’altro non ne sminuisce la carica di paura: il dolore acuto e la conseguente difficoltà respiratoria avevano fatto scattare un allarme immediato, amplificato dalla memoria di altri, tragici eventi che hanno segnato la storia del calcio. L’attenzione, ora, si sposta sulla tempistica del recupero: il numero 19 del Lecce, dopo aver trascorso la notte in osservazione, è stato giudicato idoneo alle dimissioni e potrà fare rientro a casa per completare l’iter di riabilitazione, sebbene resti da valutare la sua disponibilità per i prossimi impegni di campionato, a cominciare dalla trasferta di Roma contro i giallorossi.
La partita, un dettaglio sepolto dalla paura
Nel mezzo di questo turbinio di emozioni, l’aspetto puramente tecnico e il risultato del match, un 2-1 per gli azzurri, sono finiti inevitabilmente in secondo piano. Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, intervenuto ai microfoni del Nuovo Quotidiano di Puglia, ha posto l’accento proprio su questa gerarchia di valori, definendo la sconfitta “irrilevante” se paragonata allo spavento per le condizioni di Banda. Una riflessione, la sua, che ha toccato anche le sorti dell’incontro: Damiani ha espresso rammarico per come si è messa la partita, sottolineando la prestazione positiva della squadra nel primo tempo e avanzando l’ipotesi di un epilogo diverso qualora l’equilibrio tattico non fosse stato spezzato dall’uscita forzata di un altro giocatore, Coulibaly. Parole che, però, sono parse quasi sospese, relegate a un dettaglio di secondo piano di fronte all’abbraccio collettivo per la salute ritrovata del proprio attaccante.
Il sollievo per l’esito negativo degli accertamenti, per la dinamica che si è rivelata meno grave del temuto e per la pronta reazione del ragazzo, rappresenta ora la notizia principale per il club salentino e per l’intero mondo del calcio italiano. L’immagine di Banda accasciato che aveva fatto il giro del web viene sostituita da quella, ben più confortante, di un giocatore vigile e già in fase di dimissione, lasciando che la cronaca torni a occuparsi del campo e delle sue dinamiche, e la paura si dissolva in un capitolo, per fortuna, chiuso.
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