I marchi cinesi riscrivono il lusso all'assalto del premium europeo
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Redazione Economia
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Al Salone di Parigi i costruttori cinesi hanno schierato la loro offensiva più ambiziosa, puntando dritti al segmento premium del Vecchio Continente con un'arma che non è il prezzo low cost bensì una definizione alternativa di lusso. Mentre i brand tedeschi continuano a raccontarsi attraverso il legno lucidato a mano e la pelle cucita dagli artigiani di inizio Novecento, realtà come Avatr, Denza, Aito e Zeekr propongono un'idea di esclusività costruita su schermi, assistenza alla guida e ricariche fulminee. La distanza non è soltanto tecnologica, è semantica.
La tecnologia come nuovo artigianato
La presentazione di Aito è stata emblematica: quattro SUV elettrici, un video con vetture che schivano ostacoli in autonomia e una torre di calici di champagne sul cofano senza una goccia versata. Il vicepresidente di Seres, Clifford Kang, ha sintetizzato la filosofia del marchio in una formula riportata dalle agenzie: «l'intelligenza ridefinisce il lusso». Lo stesso approccio emerge dalle proposte di Avatr, che ha svelato una berlina e un SUV elettrici con prezzi a partire da circa 60.000 euro, sedili massaggianti per ogni passeggero e sistemi di ricarica rapida. La tesi di fondo è che nel mondo a batterie l'eleganza si misuri dalla capacità di integrare software e hardware, non dalla continuità con una dinastia industriale.
Il mercato interno spinge l'Europa
La scelta di attaccare il premium europeo non risponde soltanto a una strategia di posizionamento, ma a una necessità economica stringente. Nel primo semestre del 2026 le vendite di veicoli in Cina sono calate del 20 per cento, la competizione interna è diventata feroce e i margini si sono compressi. Gli Stati Uniti restano di fatto preclusi ai marchi cinesi, mentre l'Europa rappresenta un bacino in cui BMW, Mercedes-Benz, Audi e Porsche hanno piazzato quasi due milioni di vetture nei primi nove mesi dell'anno.
Secondo Justin Li, responsabile dell'espansione internazionale di Avatr, il continente vale il 72 per cento delle vendite mondiali di auto sopra i 50.000 dollari al di fuori del mercato statunitense: «Se vogliamo essere un marchio premium e non entriamo in Europa, non vinciamo davvero», ha dichiarato.
Numeri in crescita e una credibilità da costruire
I dati mostrano una progressione rapida, seppure da basi contenute. Zeekr ha più che triplicato le immatricolazioni europee nei primi nove mesi del 2026, passando da 3.025 a 9.525 unità, ed è presente in 22 mercati con l'obiettivo di aggiungerne altri otto entro fine anno. Xpeng, sbarcata nel 2020, ha superato le 29.000 auto vendute nei primi otto mesi, più del doppio rispetto all'anno precedente.
La vicepresidente Zheng Yeqing ha spiegato che costruire presenza e credibilità richiede tempo e costanza, un'ammissione che fotografa il vero collo di bottiglia: la notorietà. La maggior parte degli automobilisti europei non ha ancora familiarità con questi marchi e la fedeltà ai nomi storici resta un ostacolo concreto.
La reazione dei costruttori europei
Di fronte all'avanzata, le risposte dei big europei si muovono su piani diversi. Un portavoce di Audi ha dichiarato che il marchio affronta con fiducia la concorrenza internazionale, aggiungendo però che spetta ai legislatori garantire condizioni eque. L'amministratore delegato di Bentley, Frank-Steffen Walliser, ha affermato durante la presentazione della prima elettrica della casa che il lusso autentico viene dal cuore dell'Europa ed è insostituibile.
Un dirigente di un grande costruttore cinese, intervenuto in forma anonima, ha ammesso l'esistenza di un divario con i marchi europei, stimando però che possa essere colmato nell'arco di dieci o vent'anni. Nel frattempo, la partita si gioca anche sul terreno della produzione locale: Leapmotor ha avviato l'assemblaggio della B10 nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna, mentre Xpeng produce alcuni modelli in Austria per aggirare i dazi sulle importazioni cinesi.
Un Salone che cambia padrone
Il contesto parigino ha reso la competizione visibile anche negli equilibri espositivi. I marchi cinesi presenti sono 25, per un totale di 16 case automobilistiche, un record per la manifestazione. BMW ha scelto di non partecipare e diverse insegne giapponesi hanno disertato l'evento, lasciando spazio a una presenza cinese che ha occupato anche i vuoti lasciati dai grandi assenti. Tra le novità di rilievo, la Denza Z Spider ha mostrato al pubblico europeo le ambizioni del gruppo BYD nel segmento delle sportive elettriche, con una potenza di 1.579 cavalli e un prezzo dichiarato pari a un terzo di quello delle rivali del Vecchio Continente. La Li Auto Li 6 ha segnato l'esordio europeo della casa fondata nel 2015, con una crossover a cinque posti e un'autonomia dichiarata di 398 miglia nel ciclo WLTP.
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