Berlusconi, i fratelli incassano 65 milioni dalla prima tranche delle holding Fininvest
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Redazione Economia
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Un flusso finanziario di rilievo, stimato in circa sessantacinque milioni di euro, ha iniziato a confluire verso gli eredi di Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio scomparso nel giugno del 2023. Si tratta della prima tranche, la più sostanziosa, di una serie di dividendi distribuiti dalle holding di famiglia, la cui entità complessiva – come è stato precisato – è destinata a superare, nelle prossime erogazioni, la soglia dei cento milioni. I fondi provengono, nello specifico, da quattro società – Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava – che controllano in blocco Fininvest, la cassaforte del gruppo dalla quale dipendono asset di primaria importanza nel panorama nazionale.
La struttura del controllo e gli asset del gruppo
Quelle stesse holding, il cui capitale è suddiviso in parti uguali tra i cinque figli, costituiscono il perno attraverso il quale la famiglia mantiene la guida dell’impero creato dal padre. Marina e Pier Silvio Berlusconi detengono ciascuno una quota del ventinove per cento, mentre a Luigi, Barbara ed Eleonora spetta, in parti uguali, il quattordici per cento residuo. Una ripartizione che riflette, nei numeri, i ruoli di vertice assunti all’interno del gruppo, il cui patrimonio – va sottolineato – resta di notevole consistenza. Fininvest, infatti, attraverso questa articolata struttura di controllo, mantiene saldamente in pugno il cinquantatré per cento della Arnoldo Mondadori Editore, il quarantasei per cento di Mfe-MediaForEurope e una quota pari al trenta per cento di Mediolanum, senza contare una serie di partecipazioni di pregio in ambito immobiliare e culturale.
Il patrimonio immobiliare e le sue gestioni
Tra gli asset non finanziari, alcuni dei quali oggetto di attente valutazioni da parte del mercato, spiccano proprietà di assoluto rilievo come Villa Certosa in Sardegna, la cui vendita – com’è noto – è al centro di un processo in corso. A questi si aggiunge la proprietà del Teatro Manzoni di Milano, simbolo di una presenza culturale e imprenditoriale radicata nel territorio. La gestione di un simile portafoglio, che comprende sia gioielli editoriali e finanziari sia beni tangibili di grande valore, richiede una strategia articolata, la quale passa inevitabilmente anche attraverso decisioni relative alla distribuzione degli utili generati dalle controllate.
L’operazione finanziaria nel suo contesto
L’operazione di distribuzione dei dividendi, quindi, si inserisce in una normale amministrazione del vasto gruppo, sebbene le cifre in gioco siano di quelle che catturano l’attenzione. Essa segue un percorso consolidato, quello della canalizzazione degli utili dalle società operative verso le holding di livello superiore, per poi giungere, infine, ai singoli azionisti. In questo caso, gli azionisti sono i fratelli Berlusconi, i quali – è bene ricordarlo – si trovano a gestire un’eredità non solo economica ma anche fortemente simbolica nel contesto italiano. L’avvenuto incasso di questa prima ingente somma segna un passaggio significativo nella vita del gruppo, dimostrandone la capacità di generare liquidità nonostante la scomparsa del suo storico fondatore e leader.




