Meloni ad Ankara per il vertice Nato 2026, Trump: "Simpatica ma non c'è stata per noi"

Meloni ad Ankara per il vertice Nato 2026, Trump:Simpatica ma non c'è stata per noi"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata nel pomeriggio all'aeroporto militare Etimesgut di Ankara, dando così inizio alla sua partecipazione al vertice Nato del 2026. Ad accoglierla, sul piazzale della base aerea turca, c'erano il ministro della famiglia e dei servizi sociali della Repubblica di Turchia, Mahinur Özdemir Göktaş, e l'ambasciatore d'Italia ad Ankara, Giuseppe Manzo.

Dopo il breve scalo, Meloni si è trasferita al Palazzo Presidenziale, dove è attesa per la cena ufficiale offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dalla consorte in onore dei capi di Stato e di governo partecipanti al summit.

Il summit sulla difesa al 5% del Pil

La capitale turca ospita un vertice destinato a segnare il futuro dell'Alleanza Atlantica, con i trentadue leader presenti chiamati a confrontarsi su un obiettivo ambizioso e discusso: raggiungere entro il 2035 una spesa per la difesa pari al 5% del prodotto interno lordo per ogni Paese membro. Si tratta di una soglia ben superiore al 2% attualmente richiesto, che imporrebbe sacrifici economici significativi e che sta già alimentando profonde divisioni tra i partner.

Sullo sfondo dei lavori, inoltre, la guerra in Ucraina continua a rappresentare il banco di prova più immediato per la coesione dell'Alleanza, con le diverse posizioni sul sostegno militare e sulle possibili trattative di pace che rischiano di minare la compattezza dimostrata finora.

Il retroscena delle parole di Trump su Meloni

A margine dei lavori, e più precisamente al termine dell'incontro bilaterale con il presidente Erdogan, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto alle domande dei giornalisti sulla premier italiana, tornando a pungolarla con dichiarazioni che mescolano apprezzamenti personali e frecciate politiche. "Penso che sia una persona simpatica. Abbiamo avuto un rapporto a volte buono, a volte cattivo, ma le cose si sono un po' incrinate perché lei si è rifiutata di aiutarci", ha dichiarato Trump, senza tuttavia specificare a quali richieste concrete si riferisse.

Queste parole giungono all'indomani di un altro attacco via social del presidente americano nei confronti di Meloni, nel quale aveva invocato un "ordine restrittivo" nei suoi confronti, alimentando ulteriormente le tensioni nei rapporti tra Roma e Washington.

Il clima al Palazzo Presidenziale di Ankara

L'arrivo dei leader mondiali nella capitale turca, con il fitto calendario di incontri bilaterali che precedono le sessioni plenarie, trasforma Ankara nel centro nevralgico della diplomazia internazionale. Oltre a Trump, Zelensky e naturalmente Erdogan, sono attesi nella residenza presidenziale i capi di Stato e di governo di tutti i Paesi membri, per una due giorni in cui le divergenze sulla difesa e sul sostegno a Kiev rischiano di tradursi in confronti accesi.

La presenza di Meloni, al centro di questo particolare interesse mediatico per le parole del leader statunitense, si inserisce in un contesto già di per sé complesso, dove l'Italia dovrà bilanciare le pressioni alleate con le proprie esigenze di bilancio e la propria posizione geopolitica nel Mediterraneo allargato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.