Sciopero nazionale dei corrieri Amazon: bloccate le consegne a Torino, Genova e Milano
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Redazione Interno
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Mentre le consegne di Amazon subiscono un brusco arresto in diverse regioni, i corrieri della filiera dell’"ultimo miglio" incrociano le braccia per protestare contro condizioni di lavoro ritenute insostenibili. A Grugliasco e Brandizzo, in provincia di Torino, circa 300 lavoratori hanno presidiato gli ingressi dei centri logistici, paralizzando l’attività dopo una giornata segnata dall’allerta meteo che ha reso ancor più complesso lo svolgimento dei turni. La mobilitazione, organizzata da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, ha come obiettivo principale il rinnovo del contratto nazionale di secondo livello, ma non solo.
A Genova, intanto, un presidio davanti alla Station Amazon di Campi si protrae fino a sera, con i manifestanti che chiedono tutele più stringenti in materia di sicurezza, compresa la sospensione delle consegne in caso di codice rosso per maltempo. "Non è accettabile rischiare la vita per consegnare pacchi", ha spiegato uno dei partecipanti, sottolineando come le condizioni atmosferiche estreme – sempre più frequenti – rendano il lavoro insidioso senza adeguate contromisure.
La tensione è palpabile anche a Milano, dove l’incidente occorso a un corriere investito da un furgone a Buccinasco – fortunatamente in codice verde – ha ulteriormente alimentato le proteste. L’episodio, sebbene non direttamente collegato allo sciopero, ha riportato l’attenzione sui rischi quotidiani del mestiere.
A San Giovanni Teatino, in Abruzzo, una sessantina di driver iscritti alla Filt Cgil hanno aderito allo sciopero chiedendo una riduzione dell’orario a parità di salario, aumenti retributivi e l’applicazione automatica della sospensione in caso di allerta rossa. "Se il meteo minaccia la nostra incolumità, non possiamo essere costretti a scegliere tra lo stipendio e la sicurezza", ha osservato un corriere durante il presidio.




