Batosta Hamilton, l’accusa è senza precedenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’esordio di Lewis Hamilton in Ferrari, atteso con grande curiosità e aspettative, si è rivelato un flop che ha lasciato pochi margini di interpretazione. Il sette volte campione del mondo, approdato alla Rossa dopo un lungo e glorioso capitolo con la Mercedes, ha chiuso il Gran Premio d’Australia in decima posizione, due piazzamenti dietro il compagno di scuderia Charles Leclerc. Un risultato deludente, che ha acceso i riflettori non solo sulle prestazioni del pilota britannico, ma anche sulle dinamiche interne alla scuderia di Maranello.

Il weekend di Melbourne, dominato dalla vittoria di Lando Norris su McLaren, seguito da Max Verstappen e George Russell, ha messo in luce le difficoltà della SF-25, che non è riuscita a esprimersi al meglio né con gomme intermedie né con quelle dure. La vettura, che nelle intenzioni avrebbe dovuto contendere il podio alla McLaren, ha invece faticato a tenere il passo non solo delle rivali di testa, ma anche di team come Williams, Aston Martin e Sauber. Un’amara sorpresa per la Ferrari, che si è ritrovata a navigare nelle retrovie, lontana dalle ambizioni che avevano accompagnato l’inizio della stagione.

Le critiche più aspre, tuttavia, si sono concentrate su Hamilton, protagonista di un esordio definito da molti come il peggiore nella storia recente della Ferrari. Statistiche alla mano, negli ultimi 25 anni nessun pilota aveva mai chiuso al decimo posto al debutto con la Rossa. Un dato che ha alimentato le polemiche, soprattutto dopo il botta e risposta via radio tra Hamilton e il suo ingegnere di pista, Riccardo Adami. Durante la gara, il pilota ha espresso chiaramente il suo disappunto per i continui commenti ricevuti, ribadendo poi in conferenza stampa: “Normalmente, non mi piace ricevere tanti commenti mentre guido. Se ho bisogno, lo chiedo”.

La stampa inglese, con il Daily Mail in prima linea, non ha risparmiato giudizi duri, arrivando a definire l’avventura di Hamilton in Ferrari come un “tour d’addio”. Un’interpretazione che, seppur prematura, riflette lo scetticismo generato da un inizio così poco promettente. Intanto, il pilota vola verso la Cina per il prossimo appuntamento, con l’obiettivo di voltare pagina e dimostrare che il suo legame con la Ferrari possa ancora riservare sorprese.

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