Furlani si infortuna in Cina, il Golden Gala ora è un rebus

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La pedana di Xiamen, in Cina, ha regalato una scena che nessuno avrebbe voluto vedere. Mattia Furlani, il campione mondiale indoor che finora aveva attraversato la stagione come un meteorite luminoso, si è fermato nel modo più doloroso: un infortunio al lato posteriore della coscia destra, probabilmente il bicipite femorale, occorsogli durante il quarto salto della gara di lungo valida per la seconda tappa della Diamond League. Quel gesto tecnico, già di per sé esplosivo, si è trasformato in un urlo strozzato – lo stesso che l’atleta delle Fiamme Oro ha lanciato al momento dello stacco – e in un atterraggio innaturale sulla sabbia, da cui è uscito tenendosi la gamba, per poi essere condotto fuori in barella sotto gli occhi della madre-allenatrice Khady Seck e del pubblico cinese, che comunque lo ha applaudito.

Una stagione da record improvvisamente interrotta

La frattura, per così dire, non è solo muscolare ma anche ritmica. Perché Furlani, prima di questo stop traumatico, stava procedendo a gonfie vele: una settimana fa, sempre in Cina, aveva firmato un clamoroso 8,43, suo primato personale e seconda prestazione italiana di tutti i tempi a soli quattro centimetri dal leggendario 8,47 di Andrew Howe. A Xiamen, prima dell’infortunio, aveva già messo in fila un 8,07 (-0,1), un 8,13 (-0,2) e un 8,28 (0,1) che lo tenevano saldamente sul podio virtuale. È stato proprio al tentativo successivo, il quarto, che qualcosa si è rotto nella meccanica perfetta del suo salto. L’entità della lesione – parola che nessuno vuole ancora pronunciare – sarà valutata solo dopo il rientro in Italia, previsto per lunedì, quando gli accertamenti strumentali diranno se si tratta di uno strappo, di una contrattura grave o di qualcosa di più serio.

L’apprensione per il Golden Gala e il rischio di uno stop lungo

Quel che è certo è che il tempo stringe, e stringe male. Il “Golden Gala Pietro Mennea”, appuntamento clou dell’atletica italiana, è fissato per il 4 giugno all’Olimpico di Roma, e la presenza di Furlani – atteso come uno dei grandi protagonisti – è appesa a un filo che nessuno, al momento, può valutare. La coscia destra, nel salto in lungo, è il motore primario della rincorsa e dello stacco; anche un lieve affaticamento del bicipite femorale imporrebbe tempi di recupero incompatibili con una prestazione d’alto livello a così breve distanza. Non ci sono ancora diagnosi ufficiali, ma l’immagine del ragazzo che esce dalla pedana dolorante, toccandosi quella stessa zona dopo il quarto salto, ha già acceso un campanello d’allarme nel quartier generale della Federazione.

Una serata storta anche per Fabbri, con tre nulli nel peso

La trasferta cinese, va detto, è stata sfortunatissima per gli azzurri nel complesso. Leonardo Fabbri, l’altro gioiello dell’atletica italiana, ha vissuto una gara del peso tormentata: tre lanci nulli, due dei quali oltre i 21 metri ma invalidati dallo sbilanciamento del piede fuori dalla pedana. Un rapporto complicato con il cerchio, che lo ha costretto a concludere anzitempo la prova senza un singolo salto valido. E se il keniano Ferdinand Omanyala ha volato sui 100 metri in 9.94, Fabbri – due volte sul podio iridato – è uscito a mani vuote, con la frustrazione di chi sa di avere le gambe ma non il controllo. Per Furlani, invece, la posta è più alta: non solo una gara, ma l’intera prosecuzione di una stagione che sembrava scritta per i libri di storia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.