Il 12 agosto l’eclissi torna in Europa: una guida all’evento che oscurerà il Sole
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo oltre vent’anni di attesa, il continente europeo si prepara ad assistere a un’eclissi totale di Sole. Il prossimo 12 agosto 2026, la Luna si interporrà esattamente tra la Terra e la nostra stella, proiettando la sua ombra su una sottile fascia del pianeta e regalando uno spettacolo che, per chi si troverà nel punto giusto, trasformerà il pomeriggio in una notte improvvisa e surreale.
L’ultima eclissi totale visibile dall’Europa continentale risale al 2006, mentre per l’Italia, che quest’anno assisterà solo a un oscuramento parziale, l’ultima occasione fu quella memorabile dell’11 agosto 1999.
Il percorso dell’ombra: dove e quando si vedrà la totalità
La fascia della totalità, ovvero la stretta zona in cui il disco solare verrà completamente coperto, attraverserà l’Artico per poi toccare la Groenlandia nord-orientale, l’Islanda occidentale e, entrando in Europa, il nord della Spagna e un piccolo tratto del Portogallo. Per la Spagna, questo evento rappresenta un’occasione storica, essendo la prima eclissi totale visibile dalla penisola iberica dal lontano 1905.
L’apice del fenomeno, con una durata massima di 2 minuti e 18 secondi, si verificherà nelle acque al largo dell’Islanda; in Spagna, dove l’eclissi si manifesterà a ridosso del tramonto, i tempi di oscuramento saranno più brevi ma comunque emozionanti, con città come Burgos che potranno godere di oltre un minuto e mezzo di totalità e Palma di Maiorca di circa un minuto e mezzo, sebbene con il Sole a soli 2 gradi sopra l’orizzonte.
Effetti sensoriali e fenomeni naturali durante l’eclissi
L’esperienza di un’eclissi totale, come spiega Pedro García Lario, astronomo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), non è solo un evento visivo ma coinvolge tutti i sensi. In un'intervista, lo scienziato ha descritto cosa accade durante quei cento secondi di oscurità: la temperatura cala di diversi gradi in modo improvviso, generando una brezza che può essere percepita sulla pelle e che lui stesso ha definito "un po' fantasmagorica".
Gli animali reagiscono immediatamente: gli uccelli smettono di cantare, le galline rientrano nei loro pollai e il bestiame si dirige verso le stalle, per poi tornare alla normalità pochi minuti dopo, come se nulla fosse accaduto.
Proprio per queste sensazioni uniche, García Lario ha sottolineato che l’eclissi “è un’opportunità per provare un sentimento di appartenenza al cosmo” e un momento che “ricorderemo per il resto della nostra vita”. A rendere la serata del 12 agosto ancora più speciale, si aggiunge la coincidenza con il picco delle Perseidi, la celebre pioggia di stelle cadenti: terminata l’eclissi, il buio della sera offrirà un 'bonus track' ideale per osservare questo altro spettacolo celeste.
L’eclissi in Italia e le iniziative di EduINAF
Per l’Italia, l’eclissi del 12 agosto sarà solo parziale. Nelle regioni settentrionali, in particolare al Nord-Est, l’oscuramento del Sole potrebbe superare il 90%, mentre scendendo verso il Sud la percentuale si ridurrà drasticamente, attestandosi intorno al 20%. Per tutti i nati dopo il 1999, sarà comunque la prima eclissi di Sole con un oscuramento significativo visibile dal nostro Paese.
L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), attraverso il suo magazine EduINAF, sta raccogliendo materiali, attività e risorse didattiche per avvicinare il pubblico a questo affascinante fenomeno e insegnare le corrette norme di osservazione in sicurezza, capitalizzando l’esperienza delle dirette streaming di eclissi passate che avevano coinvolto centinaia di scuole in tutta Italia.
Un evento imperdibile e il "Trio di eclissi" spagnolo
L’eclissi del 2026 è solo il primo capitolo di una serie eccezionale di eventi astronomici che interesseranno il sud-ovest dell’Europa. Tra il 2026 e il 2028, la Spagna sarà infatti il palcoscenico di un raro “Trio di eclissi”. Dopo la totale del 12 agosto 2026, il 2 agosto 2027 un’altra eclissi totale, considerata tra le più spettacolari del secolo per la sua lunga durata, sarà visibile dal sud della Spagna, seguita il 26 gennaio 2028 da un’eclissi anulare, la cosiddetta “anello di fuoco”.
Questa sequenza rende la penisola iberica una meta privilegiata per astronomi e appassionati, un'opportunità senza precedenti per la divulgazione scientifica e per l’astroturismo in Europa.
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