Francesca Barra: «Ai miei figli niente smartphone in cucina, e il “no” al concerto di Shiva è stata una lezione»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Francesca Barra, conduttrice di “4 Di sera” su Rete4 e autrice del libro Il no che vorrei dirti — Smartphone, chat e social, guida pratica per genitori smarriti (Giunti), ha raccontato al Corriere della Sera di aver negato alla figlia il permesso di assistere a un concerto del rapper Shiva. «Le ho detto: ti piacerebbe se un ragazzo ti parlasse così?», ha spiegato, riferendosi a un linguaggio che lei stessa giudica inappropriato per un’adolescente. Un rifiuto, questo, che non è stato isolato ma si inserisce in un sistema domestico piuttosto rigoroso: con il marito, l’attore Claudio Santamaria, la giornalista ha stabilito che lo smartphone, per i loro quattro figli (nati tra il 2006 e il 2022, l’ultima dei quali è Atena, avuta dall’interprete de L’Ultimo bacio), è «uno spazio guidato da noi genitori». Nessuna delega in bianco, insomma, e nessuna tentazione di lasciare che i device diventino babysitter elettroniche.
Le regole fisse: niente telefoni in cucina e app superflue bandite
La gestione, nelle parole della Barra, è quasi maniacale ma non priva di buon senso. In cucina, ad esempio, i cellulari non possono entrare; stessa cosa accade prima di dormire. «Ho tolto le app inutili», ha aggiunto, spiegando che quel tempo recuperato – quello una volta divorato da notifiche e scorrimenti infiniti – oggi viene impiegato per imparare cose nuove insieme. I figli, che hanno dai 4 ai 19 anni, usano il telefono «con misura», anche perché la madre stessa ha deciso di non infrangere le regole che impone. Emma, la dodicenne di casa, «è ligia alle regole», ha detto la Barra, ma la consapevolezza del contesto sociale è lucida: «Oggi i suoi coetanei vanno a un pigiama party e cinque secondi dopo hanno già le foto sullo stato di WhatsApp». Un meccanismo, quello della condivisione istantanea, che lei cerca di arginare senza però isolare i ragazzi dal gruppo.
Quel momento di distrazione che cambiò tutto
L’innesco di questa crociata domestica, ha confessato la giornalista, è stato un episodio apparentemente banale. Si era accorta che, mentre giocava con una delle figlie, rispondeva alle mail e consultava notizie sullo schermo; la bambina la chiamava ripetutamente («mamma, mamma...») senza ricevere risposta immediata. «Ho capito che a lei restava impresso non che stessi lavorando, ma che ero distratta dal telefonino», ha detto. E che, crescendo, avrebbe potuto convincersi che la normalità fosse «parlare con qualcuno che non ti guarda davvero». Da lì, la svolta: niente più schermi a tavola o nelle ore precedenti il sonno, e un’attenzione nuova al valore della noia, che la Barra considera una risorsa educativa e non un vuoto da riempire.
I quattro figli, due matrimoni, un’unica linea educativa
Emma, Renato e Greta (nati dalle prime nozze con Marcello Molfino) e la piccola Atena, avuta con Santamaria, vivono tutti con lo stesso codice di comportamento. Non ci sono differenze di trattamento tra i maggiori e la minore, se non quelle legate all’età. La conduttrice ha raccontato che oggi, per un genitore, è più difficile trovare l’equilibrio tra «proteggere e non isolare». E ha ammesso che la sfida più grande è proprio questa: impedire che il web diventi una stanza blindata dove i ragazzi entrano da soli, senza che nessuno abbia le chiavi. «Il principio è che lo smartphone per i figli è uno spazio guidato da noi genitori», ha ribadito, sottolineando che lei stessa, per prima, rispetta le regole che impone. Un approccio, il suo, che nel libro diventa una sorta di manuale d’uso per quei padri e quelle madri che si sentono «smarriti» di fronte alla velocità delle chat e all’aggressività di certi contenuti musicali – come quelli di Shiva – che finiscono per filtrare nelle stanze dei ragazzi.




