Napoli-Juve, lo squadrone degli infortuni: da Meret a Vlahovic, quelli che non giocano
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Redazione Sport
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La lista degli assenti è prestigiosa quanto gli uomini che, stasera, scenderanno in campo a Napoli, dove una sfida dal peso specifico scudetto si gioca con i limiti imposti da un ospite indesiderato: l'infortunio. Entrambe le squadre, infatti, arrivano all'appuntamento con bilanci sanitari pesantemente in passivo, costringendo gli allenatori a soluzioni di ripiego che niente hanno da invidiare, per nomea, a quelle titolari. Antonio Conte, sulla panchina della Juventus, deve fare i conti con un reparto di centrocampo falcidiato, mentre Luciano Spalletti, alla guida del Napoli, è chiamato a rimediare soprattutto in difesa. Se si volesse schierare in un ipotetico 4-3-1-2 l'undici combinato di coloro che non saranno disponibili, si otterrebbe una formazione di livello assoluto, capace di ambire alle vette della classifica.
La porta e il reparto arretrato
Tra i pali di questa selezione ideale ci sarebbe Alex Meret, l'estremo difensore del Napoli che, lo scorso ottobre, ha riportato una frattura al secondo metatarso del piede destro, un infortunio che lo ha costretto a una lunga sosta e che priva Spalletti di un punto fermo nella costruzione dal basso. Davanti a lui, la linea difensiva immaginaria sarebbe composta da altri giocatori di valore, costretti a guardare la partita dagli spalti o dalle televisioni, una circostanza che obbliga gli staff tecnici a reinventare gli schemi e a testare la profondità delle rose a disposizione.
Il caso Vlahovic e il lungo inverno bianconero
Ma è nell'area di attacco che il danno assume proporzioni più vistose, specie per la Juventus, chiamata a fronteggiare l'assenza prolungata del suo terminale offensivo di riferimento, Dusan Vlahovic. L'attaccante serbo ha subito un intervento chirurgico, perfettamente riuscito, per una grave lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea dell'adduttore lungo di sinistra, un problema emerso dopo aver giocato poco più di mezz'ora contro il Cagliari. Una tegola per i bianconeri, che perdono così un perno fondamentale nel rush finale della stagione. Lo staff medico ha definito una tabella di marcia stringente: serviranno almeno quattordici settimane di stop per garantire la completa guarigione e scongiurare pericolose ricadute, una tempistica che tiene il giocatore lontano dai campi per tutto l'inverno. La decisione di operarsi, maturata dopo consulti e riflessioni, è stata dettata proprio dalla volontà di eliminare ogni rischio futuro, con il giocatore che ha affrontato l'operazione con lo spirito di chi sa di dover tornare più forte per accompagnare la squadra verso i suoi obiettivi.
Reazioni e gestione dell'emergenza
Sono stati giorni intensi, caratterizzati da messaggi, chiamate e scambi di opinioni tra il giocatore, la società e lo staff tecnico, momenti in cui non è mai mancato il sostegno della squadra, pronta a stringersi attorno al compagno in difficoltà. Lo stesso Spalletti ha voluto inviare un messaggio di incoraggiamento a Vlahovic, sottolineando l'attesa per il suo ritorno. Questa vicenda, unita agli altri acciacchi che affliggono le due squadre, trasforma l'atteso Napoli-Juve in una partita dalla preparazione atipica, dove la capacità di adattamento e la gestione di risorse limitate diventano fattori decisivi almeno quanto il talento dei pochi uomini in piena forma a disposizione.




